PoliticaPrimo Piano

Def, Baccei: “Non sarà una finanziaria lacrime e sangue. Per 10 anni, 20 mld in sviluppo”

Parla l’assessore regionale all’Economia, Alesssandro Baccei, che difende il documento di programmazione economico-finanziaria e getta acqua sul fuoco sugli allarmismi “creati da certi media”

Un ko pesante quello subito ieri all’Ars dal governo sul mutuo da 1,7 miliardi di euro per lavori e servizi resi dalle imprese alla Pa e nel settore Sanità in particolare. La maggioranza non era presente in aula e così è passato il rinvio in commissione Bilancio del disegno di legge così come avevano chiesto i deputati del Movimento 5 stelle.

L’opposizione grida alla scandalo e accusa il governo Crocetta di non avere più una maggioranza. A poco è servito a serrare le fila il vertice tenutosi sempre nello stesso pomeriggio a Palazzo d’Orleans, in cui l’esecutivo ha presentato la bozza di finanziaria con i tagli e gli interventi che riguarderanno i dipendenti regionali, compresi i prepensionamenti, e la mancata copertura del turnover. Tagli che, secondo diversi deputati della coalizione, faranno recuperare ben poco alle casse della Regione.

Una battuta d’arresto pesante quella avvenuta ieri a Sala d’Ercole, se si pensa che il mutuo è considerato una condizione necessaria per potersi sedere al tavolo romano, fissato per il prossimo venerdì e nel quale il presidente della Regione e l’assessore al Bilancio Baccei dovranno entrare nel merito delle riforme chieste da Renzi. Stamattina la commissione ha riapprovato il mutuo, senza “cambiarlo di una virgola” ha detto ai nostri taccuini Baccei, rimandandolo in Aula per questo pomeriggio, quando sarà incardinato pure il Def.

E a proposito del documento finanziario Il Moderatore ha sentito la voce del diretto interessato, di colui che ci ha messo la firma e la faccia, l’assessore Alessandro Baccei, il quale non ha risparmiato critiche nei confronti di quei giornali che hanno “gridato alla catastrofe” ad un Sicilia “senza speranze”. 

“Non è così. Sul Def, il mio messaggio era chiaro e concorda con quel che ha dichiarato il presidente Crocetta, sul fatto chela Siciliaha un grande potenziale. Ora, se riusciamo a concentrare la spesa sui settori prioritari, avendo di fronte enormi opportunità non sfruttate, non possiamo che migliorare la situazione”.

Nel Def ha dettato delle linee guida volte alla razionalizzazione della spesa attraverso ad esempio la ristrutturazione della macchina burocratica  regionale e degli enti in termini di rideterminazione delle posizioni apicali…Ma è veramente una finanziaria lacrime e sangue? 

“Innanzi tutto non è una finanziaria lacrime e sangue. Io la definisco di “normalizzazione”, nel senso che affermiamo che i siciliani sono uguali agli altri cittadini d’Italia, quindi intendiamo allineare la normativa ed i privilegi. Qui non c’entra il problema delle risorse. Semmai, questo comporta un problema di equità e di rinuncia ai privilegi, in cui tendiamo a far prevalere il senso della responsabilità e di abbandono dei privilegi. Per questo motivo, non l’applicheremo solo sui dipendenti e sui dirigenti, ma anche alla politica. Cosa vuol dire questo? Che se un principio vale per una categoria, deve valere pure per l’altra. Ciò comporterà poco in termini di soldi, ma molto in immagine e serietà”.

Secondo lei, quale voce incide più delle altre sul bilancio della Regione?

“Credo che in passato si siano fatti tanti errori. Assumere tanto personale, ad esempio, fare tante nomine dirigenziali senza concorsi con la legge 10, l’aver assunto troppo nelle società partecipate, ma pesa tantissimo il fatto di essersi mangiati prima il fondo pensione e poi non aver accantonato i contributi. Ragion per cui oggi abbiamo un bilancio in cui pesano le pensioni e su quello si può fare, ovviamente, poco. Più passa il tempo e peggio sarà, perché saranno meno le persone a lavoro e più quelle andate in pensione. Ma questi sono tutti errori del passato che si stanno pagando ora”.

L’opposizione grida allo scandalo e sostiene che voterà contro il Def e ha rispedito in commissione il ddl sul mutuo.

“Il fatto che l’opposizione si lamenti che si faccia un mutuo per sanare gli errori macroscopici fatti nel passato, lo trovo fuori luogo. E’ palese l’assurdità di questa situazione, che si commenta da sola. Vedere ieri i deputati che esultavano in Aula perché viene fatto fare un balletto al mutuo, francamente non credo che questo contribuisca ad un’immagine positiva della Sicilia…In commissione abbiamo impiegato dieci minuti per riapprovare il ddl. Ho impiegato più tempo a venire a Palazzo dei Normanni (utilizzando una panda, anziché un’auto blu, ndr) che non a riesaminare il testo, che era già pronto. Non si è modificato di una virgola. Il rinvio in commissione da parte dell’opposizione non è stato fatto sul merito di qualcosa, ma per puro ostruzionismo e per perdere tempo. L’immagine è chela Siciliasarà l’ultima regione ad approvare un mutuo che invece è stato già approvato da tutte le altre regioni d’Italia, se non ci affrettiamo a farlo passare verrà, così come prevede la legge, il commissario sulla Sanità. Il mutuo ci consente di risparmiare delle risorse perché andiamo a ridurre gli interessi sulle anticipazioni, ci consente inoltre di non avere il 3% di penalità sulle somme della Sanità, ci permette di pagare i fornitori e in fine va a sanare degli errori del passato commessi da chi ora è all’opposizione”.

Parliamo di numeri. A quanto ammonta realmente il debito della Sicilia? Ogni giorno si sparano cifre…

”Con il mutuo andremmo intorno agli otto miliardi di euro, come è specificato pure nel Def. Nei prossimi dieci anni, possiamo disporre di una ventina di miliardi, concentrati in fondi extraregionali da investire in sviluppo, che non c’entrano nulla con i risparmi. Se li in vestiamo bene in quei settori che ho indicato, con le potenzialità che hala Sicilia”…

Ma nel Def emerge che in Sicilia pure il turismo, che dovrebbe essere il settore di punta, non se la passi bene.

“Bisogna aumentare il livello di ambizione. Se io ho un quinto dei turisti dell’Alto Adige, allora l’obiettivo non è quello di piangerci addosso, ma cercare di fare cinque volte tanto con le risorse a disposizione”.

Certo, magari aprendo pure i musei e i siti archeologici pure di domenica…

“Infatti, mi dovrò incontrare con l’assessore alla Funzione pubblica per lavorare anche sul sistema informazione. E’ assurdo che ci siano dei musei chiusi il sabato e la domenica, oppure che aprano il martedì pomeriggio”.

E sulle consulenze esterne?

“E’ uno degli argomenti in discussione, come per i tagli alle partecipate”.

Marina Pupella

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.