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Ddl diffamazione: passa al Senato l’emendamento Berselli

Sallusti. Foto Internet

L’emendamento Berselli al ddl diffamazione, di cui noi de Il Moderatore.it ci siamo occupati qualche giorno fa (clicca qui) , è passato ieri al Senato con 122 sì, 111 no e 6 astenuti.

L’emendamento ‘salvadirettori’, secondo il quale a pagare con il carcere dovranno essere solo i giornalisti condannati per il reato di diffamazione e non i direttori, ha trovato la contrarietà di Pd, Idv, Udc e Api. Il dibattito in aula è stato serrato e durante la votazione il presidente del Senato, Rosi Mauro, ha spesso richiamato i senatori perché si sedessero, onde probabilmente evitare che questi potessero votare anche per gli assenti.

Durante il dibattito è intervenuto l’ex procuratore Gerardo D’Ambrosio, preannunciando la sua astensione: “Mi rifiuto categoricamente di partecipare ad un modo di fare leggi come questo – ha detto D’Ambrosio. Mi rifiuto di partecipare a quella che è diventata una vera e propria sceneggiata”.

Critico il Pd, che attraverso le parole della sua capogruppo in Commissione Giustizia, Silvia Della Monica, spiega: “Siamo assolutamente contrari. Si tratta di un testo con errori di carattere tecnico e con violazioni di carattere costituzionale. Il ddl ha perso infine il suo carattere di legge generale ed astratta ed è diventato un ddl ad personam. Uno di quelli – ha concluso la Della Monica – di cui avevamo perso le tracce con questo governo tecnico, ma che adesso vediamo risorgere sul finire della legislatura”.

Il passaggio al Senato dell’emendamento non lascia indifferente il mondo giornalistico che, sentitosi sotto attacco, risponde con le parole di Franco Siddi, segretario del Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, che con una nota sul sito internet chiama all’inevitabile sciopero dei giornalisti. Sciopero che si terrà lunedì 26 novembre e che coinvolgerà con ogni probabilità tutti i rappresentanti della categoria.

L’iter legislativo del ddl non è ancora terminato, dato che per la definitiva approvazione dovrà passare anche alla Camera, ma le polemiche non accennano a placarsi, anzi, l’emendamento ‘salva-Sallusti’ è destinato a lasciare dietro di sé una lunghissima scia di diatribe.

Paolo Guagliardito

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