Spazio Libero

Dall’euro al Grano, la proposta di un nostro lettore

Riceviamo e pubblichiamo un messaggio di Giuseppe Pizzino

Giuseppe Pizzino (foto internet)

Favorire il rinnovamento economico sociale siciliano, sostenibile a livello regionale, con l’introduzione di una moneta complementare denominata Grano.
Introdurre il Grano come nuovo sistema monetario in Sicilia quale soluzione semplice e fattuale per il rinnovamento economico e sociale della nostra Isola. Un sistema che bilanci realisticamente gli effetti della recessione e del degrado, che sia durevole, sostenibile, e crei benessere per tutti i cittadini della Regione Siciliana.
L’analisi sull’introduzione di un sistema monetario a livello municipale è troppo limitativa perché permetta una valutazione di merito adeguata. A livello nazionale, guardando alla Germania, il marco è stato sostituito a favore della valuta europea. L’introduzione dell’Euro ha avuto sia ripercussioni positive che negative: positive perché ha eliminato le speculazioni nei cambi da parte delle altre valute europee, negative perché ha reso più difficile agli altri governi nazionali reagire efficacemente a situazioni politiche specifiche, di emergenza, e di sviluppo, determinando ripercussioni economiche di riflesso anche in Germania.
Questo lascia praticabile un solo livello intermedio, quello regionale.
Sappiamo che, in teoria, quasi tutte le transazioni che accadono all’interno di una determinata regione potrebbero essere gestite con un mezzo di scambio territoriale. Se questo sistema fosse stato progettato includendo anche un cospicuo incentivo alla sua circolazione, questo potrebbe rinvigorire sostanzialmente lo scambio all’interno della Regione Siciliana.
Ovviamente, non tutte le regioni hanno uguali caratteristiche per adottare questa soluzione. Senza alcun bisogno di scomodare, al momento, le prerogative dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, possibilità che ci riserviamo di utilizzare in un secondo stato di avanzamento dei lavori, si può sostenere che l’autonomia economica e finanziaria è più facilmente raggiungibile nelle regioni con maggiore diversificazione della produzione e paradossalmente con maggiori penalizzazioni geografiche, come lo è, di fatto, la Sicilia.
Ci sono poche casistiche che possono essere usate in questo contesto perché la definizione di “regione” si manifesta solo una volta che la stessa nuova valuta regionale è stata adottata. Dove una regione comincia e finisce dipende esclusivamente dalla volontà della maggioranza della cittadinanza a usare la nuova valuta. Ovviamente, nessuno può essere obbligato a farlo.
La volontà di partecipare all’iniziativa potrebbe esser determinata non solo da confini geografici, ma anche da fattori economici, culturali, storici e di credibilità Istituzionale.
Lo sviluppo di una valuta regionale complementare ci mette in grado, per la prima volta dall’introduzione delle valute nazionali nel diciannovesimo secolo di dare supporto alla produzione regionale di beni e alla fornitura di servizi e di farne un vero punto d’onore l’acquisto preferenziale di beni e servizi di origine indigena.
Le valute regionali portano nuovo potenziale per la crescita economica alle piccole e medie imprese che sono responsabili della creazione della maggior parte dei posti di lavoro e che fanno profitti principalmente attraverso i mezzi di produzione e non dagli investimenti.
Il costo per la creazione di posti di lavoro per la produzione regionale è una minima parte rispetto al costo dei posti di lavoro che servono i mercati internazionali.
Lo scopo è creare un altro mezzo di scambio e di pagamento, il Grano, che sia fattibile ed operativo in modo da determinare se il modello di questa nuova valuta stabile basata sull’incentivo alla circolazione sia o no funzionale in ambito regionale.
Al fine di raggiungere quest’obiettivo, il Grano non deve essere solamente legale, ma deve essere realisticamente capace di guadagnare velocemente legittimità “convenzionale” attraverso la fiducia della popolazione e le iniziative che le Istituzioni sapranno adottare per promuovere la sua diffusione ed il suo utilizzo su tutto il territorio.
Questo è possibile solo se vengono combinati determinati fattori. Presi assieme, questi modelli abbracciano tutte le funzioni che soddisfano l’attuale sistema monetario internazionale, ma in questo caso a livello regionale:
Primo, lo strumento operativo: la moneta elettronica (GranCard), deve essere usata in analogia alla moneta scritturale bancaria come mezzo di scambio e di pagamento per promuovere lo sviluppo economico della Regione Siciliana.
Secondo, il “Patto d’interesse generale” che consente la spendibilità del Grano attraverso un sistema di conti per ciascun partecipante. Questo combina le caratteristiche professionali di un circuito con le caratteristiche no-profit di una rete di scambio e commercio locale, offrendo agli abitanti della Sicilia l’opportunità di scambiare tra loro le rispettive abilità.
Terzo, la struttura Istituzionale: la Banca Complementare Siciliana che, garantendo con beni reali la convertibilità del Grano, gestisca il nuovo sistema monetario Regionale, secondo il mandato conferito dal Governo autorizzato dell’Assemblea Regionale Siciliana.
La composizione di questi fattori valutari nella Regione soddisfa virtualmente tutte le funzioni dell’attuale sistema monetario. Il sistema della moneta elettronica è usato, come il contante, per i pagamenti di tutti i giorni e di piccolo importo. Il Patto d’interesse generale permette lo scambio di beni e servizi così come garantisce credibilità tra privati, Istituzioni e categorie sociali e economiche. La Banca Regionale fornisce garanzie di convertibilità in base ai depositi di risparmio e beni patrimoniale per i privati, gli imprenditori e le amministrazioni locali. Questa combinazione permette un’esplosione di effetti sinergici.
In contrasto con l’Euro, il Grano ha le seguenti caratteristiche: non è un mezzo di pagamento “ufficiale”, il che significa che nessuno è obbligato ad accettarlo, la sua accettazione è solo volontaria; il suo uso è limitato solo dalla geografia; lo scambio del Grano per la valuta ufficiale comporta il pagamento di un tasso di cambio pari a 2 Euro per un Grano; non comporta interessi. Il Grano, quindi, è intrinsecamente una moneta “superiore”.
Sarebbe, inoltre, più corretto dire delle due valute, quella nazionale/internazionale e quella regionale, che sono individualmente progettate per soddisfare differenti funzioni.
L’Euro è più adatto per lo scambio internazionale, per la competizione, l’accumulo e la redistribuzione della ricchezza attraverso risparmi ed investimenti che richiedono un dividendo o interesse che cresce esponenzialmente. Diversamente, il Grano è adatto come mezzo di scambio per promuovere intenzionalmente obiettivi sociali, culturali ed ecologici.
Il Grano può anche essere usato per promuovere l’uso efficiente di risorse non-rinnovabili all’interno del territorio col quale le persone si rapportano personalmente ed emotivamente.
Il Grano è, come dire, un brand che deve avere e anche garantire una certa qualità, con lo sviluppo degli standard di qualità, si distingue deliberatamente dalle altre valute ufficiali.
Il Grano ha le sue caratteristiche distintive all’interno di questo scenario: connette differenti partner all’interno della Regione Siciliana, beneficiando tutti i partecipanti al Patto d’interesse generale; funziona all’interno del contesto dell’economia regionale; è complementare alla pre-esistente valuta nazionale; riduce il rischio a lungo termine sia d’inflazione che di deflazione; la sua circolazione è promossa con un sostanzioso incentivo; è adottato Istituzionalmente ed è non-profit; è democraticamente controllato e funziona in modo trasparente; è utile ai membri della comunità individualmente, alle PMI e alle amministrazioni locali; incoraggia un pensiero orientato ecologicamente, e crea delle vie di trasporto più corte ed efficienti; incoraggia la comunità regionale rinforzando l’identità tradizionale.
Una caratteristica spesso sottovalutata dei sistemi di valuta complementare è che il loro utilizzo aumenta durante i periodi di recessione economica e diminuisce quando l’economia è nella fase di boom. Così facendo, essi non solo rinforzano le misure anticicliche sia delle banche centrali nazionali che di quelle regionali ma anche gli effetti delle politiche fiscali e monetarie dei governi. Il Grano complementa l’Euro. Non è contro l’Euro. Non è un sistema per rimpiazzarlo. Per questo si parla di valuta complementare e non alternativa.
Al fine di enfatizzare la differenza tra il Grano e l’Euro, è bene utilizzare il termine “Grano” per la valuta complementare della Regione Siciliana.
Poiché normalmente non si parla di “moneta Euro” o di “valuta Euro”, non vi è necessità di chiamare il Grano “moneta Grano” o “valuta Grano”, anche se all’inizio è necessario chiarificare bene la funzione del nuovo mezzo di scambio e di pagamento.
E’ bene, quindi, identificarlo sempre semplicemente come “Grano” o “Grani”.
La domanda che molti sono autorizzati a fare è se dopo tutti gli adempimenti che la valuta complementare regionale deve soddisfare per legittimare l’introduzione territoriale ciò debba avvenire in cooperazione o in aperto contrasto con le banche locali. La risposta è anche in questo caso semplice considerato che la Banca Complementare Siciliana e le banche locali esercitano funzioni, ruoli e competenze radicalmente diverse. La Complementare esercita un ruolo Istituzionale: opera in sinergia con il Governo della Regione; raccoglie i risparmi dei Siciliani da destinare agli investimenti durevoli; gestisce il sistema Grano senza scopo di lucro; garantisce la convertibilità del Grano con le altre valute ufficiali.
Le banche locali di contro svolgono funzioni diverse: alcune commerciali sono orientate solo al mero profitto, altre sono banche cooperative, le ultime sono banche di risparmio finalizzato.
Di queste, solo le ultime due possono fare affari all’interno della sfera economica regionale.
Le banche cooperative e quelle di risparmio sono obbligate a concentrarsi sul benessere economico della regione dove operano perché sono ristrette all’area regionale. Dovrebbero quindi “fertilizzare”, “seminare“ e “raccogliere” favorendo gli scambi commerciali a livello regionale così come si propone di fare la Banca Complementare in Sicilia.
Il Grano è utile ad equilibrare la domanda e l’offerta della Regione.
A questo proposito la rivitalizzazione dell’economia regionale ha un significato esistenziale anche per le preesistenti banche cooperative e di risparmio di piccole e medie dimensioni. Non ci saranno problemi legali con l’uso del Grano quale moneta scritturale bancaria perché, opererà su un circuito di moneta elettronica diverso.
La GranCard è usata come “sostituto del contante”, nessuno vieta quindi l’utilizzo del Grano presso banche private, se queste volontariamente lo accettano.
È molto importante, piuttosto, includere una clausola nello statuto dell’emittente Banca Complementare che permette un trasferimento del Grano ad altre unità valutarie, nel caso che l’Euro ceda all’inflazione o alla protesta che sta alimentando dalla Grecia alla Spagna.
A lungo termine, l’inflazione che ha effetti dannosi sulla ricchezza e la deflazione che comporta una perdita rispetto al potenziale di crescita, possono essere evitate se esiste una cooperazione tra la banca centrale ed il sistema complementare regionale.
Il trattamento del Grano ai fini fiscali: una delle ragioni principali contro la tassazione delle transazioni in Grano deriva dal loro potenziale per risolvere problemi sociali che altrimenti dovrebbero essere risolti con i soldi del contribuente.
E’ importante, tuttavia, permettere la possibilità del pagamento delle tasse, quantomeno quelle locali, in Grani, poiché questo determinerebbe se, o meno, il Grano ha raggiunto un’accettazione diffusa e sia usato in tutto il suo potenziale. Il miglior modo per promuovere il successo del Grano è di richiederne l’uso come strumento di pagamento delle tasse e delle sanzioni, dando al mondo degli affari un maggior incentivo all’accettazione del Grano.
Vi sono motivi importanti per cui il Grano dovrebbe essere accettato come mezzo di pagamento delle tasse e delle sanzioni. Primo, queste tasse beneficiano i pubblici servizi regionali. Secondo, esse giocano un ruolo nel mantenimento e nell’espansione dei posti di lavoro. Terzo, le ripercussioni positive sociali ed economiche di una maggior produttività regionale riducono il bisogno di spendere i soldi delle tasse e aiutano a migliorare le condizioni economiche della Regione. La costruzione di un’economia regionale crea un nuovo principio di base per le politiche economiche e sociali. L’introduzione di valute regionali può dimostrarsi come uno dei più potenti strumenti per la realizzazione di un nuovo progetto d’integrazione a livello europeo. Iniziative e programmi regionali esistenti diventano i “soci naturali” di questo rinnovamento sociale.
L’attuale sistema monetario funziona come un’idrovora che aspira il capitale fuori dalle regioni dove viene generato e lo riversa in quelle regioni, dove ottiene il massimo profitto. D’altronde è della massima importanza il limitare geograficamente la circolazione monetaria che esiste primariamente e soprattutto per soddisfare le esigenze della regione.
Creando un “argine” per mantenere la moneta al suo interno, può dimostrarsi l’unico modo a disposizione di una regione per mantenere la sua liquidità, “Sicilia docet ”. In altre parole, se il Grano deve servire la Regione, a differenza dell’attuale valuta che segue unicamente il maggior profitto, la sua circolazione deve essere limitata alla Sicilia.
“Per prevenire lo sfruttamento o l’alterazione del bilanciamento economico da parte di forze esterne alla Regione, la Sicilia deve avere anche un sistema bancario indipendente di cassa depositi e prestiti” e perché no un proprio sistema borsistico.
In questo momento la nostra valuta è simultaneamente un mezzo di scambio, uno standard di valore, un’unità di conto ed un mezzo di riserva del valore. Il problema fondamentale è che come sistema di riserva di valore viene associato con la crescita esponenziale della domanda e con la mobilità illimitata. Poiché oggi gli investimenti nei mercati finanziari rendono maggiormente che gli investimenti nelle imprese produttive, sempre meno moneta fluisce, dove i posti di lavoro vengono creati. D’altra parte i compiti primari del Grano devono essere di ottimizzare il suo ruolo come mezzo di scambio, come unità di conto (valida solo all’interno di un’area geografica limitata) e come deposito di valore progettato esclusivamente per garantire investimenti strategici e durevoli.
Gli obiettivi principali del Grano sono: l’uso delle risorse disponibili per la produzione di beni e servizi in modo da mettere assieme le risorse non utilizzate con i bisogni non soddisfatti; la riduzione della disoccupazione, il rilancio dell’occupazione, come risultato; l’interruzione della decrescita del reddito prodotto localmente; la creazione di nuove possibilità finanziarie che permettano ai governi locali di meglio adempiere le proprie responsabilità nei confronti delle loro comunità.
D’altronde tutti i programmi per rilanciare gli obiettivi di sviluppo regionale sono sistematicamente falliti. Le strategie adottate esternamente per compensare il deficit economico tra il centro/nord e il Mezzogiorno, non sono state in grado di fermare la fuga dei capitali, del valore creato e delle risorse umane. Anche le strategie interne che intendevano promuovere lo sviluppo regionale hanno ignorato un fattore cruciale: l’approvvigionamento di moneta e la gestione di liquidità, che sta determinando il fallimento della Regione Siciliana appunto per mancanza di liquidità e di reperimento della stessa, non per debiti.
Era anche ovvio che i progetti a bassa profittabilità non potevano essere finanziati con capitale che è sotto pressione, sempre maggiore, per la creazione di alti profitti.
In tempi in cui la classe politica ha mancato di presentare qualsiasi soluzione legittima per le crisi di questo periodo, dalla lotta ai “buchi” nei bilanci dei governi a livello nazionale e locale, dalla privatizzazione d’infrastrutture vitali come la fornitura di energia, del trattamento dei rifiuti, dei trasporti pubblici fino alla riduzione della disoccupazione, dobbiamo fornire delle analisi e delle idee non-convenzionali perché un rinnovamento prenda piede.
Di fronte agli interessi della finanza rispetto all’economia reale, è tempo di rivitalizzare la Regione come nuovo punto di riferimento per l’individuo, è all’interno di questo schema che il tema della valuta complementare Grano deve essere percosso. L’introduzione del Grano s’identifica come un paso importante verso la realizzazione di un’economia sostenibile.
E’ essenziale che la Regione Siciliana si guadagni in tempi brevissimi un’esperienza dall’introduzione della propria valuta prima che l’entusiasmo che suscita questa idea non produca tentativi immaturi ed errori evitabili che potrebbero fornire ai detrattori gli argomenti contro il sistema monetario regionale complementare. Il fine ultimo, non più procrastinabile stante il persistere della grave crisi di programmi e di liquidità della Regione Siciliana, è fornire sia la sfera politica che quella economica, di nuove e fruttuose intuizioni che dimostrino il potenziale positivo dell’implementazione del Grano complementare all’Euro.

Giuseppe Pizzino

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2 commenti

  1. Salve Eva, mi permetto di fare notare che sono due sistemi diversi. Uno (sicanex) è una iniziativa promossa da privati, di contro, il Grano deve essere una iniziativa Istituzionale della Regione Siciliana che l’adotta come sistema monetario regionale complementare all’euro.

  2. In Sicilia è partito da qualche mese un progetto che ricalca l’esperienza maturata in Sardegna con il Sardex. La moneta complementare siciliana si chiama SicaNex ed è già una realtà. Vi consiglio di dare un’occhiata: http://www.sicanex.net/

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