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Da sindaco a docente di diritto. La nuova vita di Diego Cammarata

Diego Cammarata. Foto Internet

Dagli scranni di Palazzo delle Aquile alla cattedre dell’istituto commerciale “Libero Grassi”: ecco il nuovo corso della vita dell’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata.

Il suo passato però non avrebbe inciso sull’attuale ruolo: Cammarata afferma infatti che i suoi studenti non gli hanno mai chiesto nulla della sua attività di politico, quando passa per i corridoi tutti lo salutano con cordialità come fosse un qualsiasi docente. “Qui sono un professore come tutti gli altri. Molti ragazzi non si interessano di politica e io per scelta ho deciso di non parlarne mai” ha dichiarato dalle colonne de la Repubblica.

Eppure fino a pochi mesi è stato il primo cittadino della quinta città d’Italia e inoltre ha dovuto affrontare, specialmente negli ultimi tempi, diverse polemiche che lo hanno travolto. Fino alle dimissioni poco prima della scadenza naturale del suo mandato. Davvero nessuno gli ha mai chiesto nulla? “Onestamente non lo so – prosegue il neo professore – io non ho mai affrontato l’argomento e nessuno mi ha mai chiesto nulla. Certo magari qualcuno avrà commentato, ma ci ho tenuto fin dall’inizio a non confondere i ruoli”.

Adesso la vita dell’ex sindaco trascorre tra i banchi dell’istituto dove insegna diritto, mestiere quello di docente che non ha mai esercitato sebbene vent’anni fa abbia vinto un concorso per l’insegnamento delle materie giuridiche presso gli istituti superiori.

Chiusi i registri e suonata la campanella, Cammarata torna a vestire i panni della sua professione originaria, quella dell’avvocato. Precisando però che non lavora in uno studio ma collabora con alcuni professionisti mediante ricerche e approfondimenti.

La politica per ora è solo un ricordo per Cammarata, attualmente c’è la scuola nei suoi pensieri. È ancora troppo fresco il ricordo delle contestazioni sulla sua condotta da sindaco e sull’incarico a Palazzo Madama che gli era stato proposto: “Ho rinunciato al comando che avevo ottenuto al Senato – dichiara l’ex primo cittadino – perché non ne potevo più di polemiche sterili e offensive.

Polemiche basate su due falsità: che i conti del Comune di Palermo fossero in rosso e che io al Senato dovessi occuparmi di aziende pubbliche partecipate. Ma se anche così fosse stato avrei avuto tutte le competenze per farlo. Hanno voluto denigrarmi. Questa storia dei conti in rosso di Palazzo delle Aquile, poi, è una bufala colossale. Palermo – conclude – è l’unica città che resiste perché l’unica verità e che io ho lasciato sei milioni di avanzo”.

A sessantuno anni, Cammarata inizia una nuova vita fatta di studenti, interrogazioni e compiti da correggere. Un’occasione per stare anche più vicino alla famiglia. E più in là magari potrebbe nuovamente strizzare l’occhio alla politica. In fondo, le elezioni nazionali non sono poi così lontane.

Marco Cirincione

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Un Commento

  1. Mi spiegate cosa ha da insegnare un personaggio del genere?? Diritto?? Uahahahaha!! Ridicolo lui e chi gli ha permesso di svolgere un ruolo del genere!!

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