Cultura

Da Palermo a Melbourne per un gesto d’amore

Sara Favarò (foto internet)

Sara Favarò in Australia per abbracciare l’anziano protagonista di due suoi romanzi. Partirà il 3 gennaio da Palermo, destinazione: Melbourne.

«Nell’estate del 2004 a Vicari, mio paese natio, il postino mi recapitò una busta indirizzata a Sara Favarò – Vicari – Sicilia – Italia. Veniva dall’Australia. Mi scriveva un anziano signore, Umberto Bordoni, nato in Umbria l’8 gennaio 1930, emigrato in Australia da quando aveva 31 anni. Umberto allegava, anche, un articolo del “Globo” di Melbourne che parlava di me e indicava il mio luogo di nascita. Lo stesso dove lui era stato da bambino, portato lì “in vacanza” da un militare italiano. Doveva rimanerci pochissimo, ma non fu così. Non riuscì a ritornare, se non dopo quattro anni.

Quelli erano gli anni della seconda guerra mondiale. Diventammo amici. Ci scambiammo tante lettere fin quando scrisse la sua vita in tre quaderni e me li spedì. Leggendoli capii un suo intimo tormento, che lui descriveva in maniera discontinua e scomposta come a volerlo negare a se stesso: il rapporto burrascoso con il padre violento e alcolizzato. Un padre-padrone a sua volta vittima di una famiglia che lo avrebbe voluto prete e di una guerra che lo aveva reso alcolista, e gli aveva procurato il dramma più grande della sua vita: la sepoltura, ancora vivo, in una fossa comune.

Nacque il romanzo Le porte del sole presentato al palazzo dei congressi di Roma nel dicembre 2009, e con la più grande gratificazione per uno scrittore: Umberto mi scrisse per dirmi che grazie alla rilettura della sua vita, attraverso i miei occhi, era riuscito a capire se steso e il padre e che, finalmente, non lo odiava più. La sua anima ora era in pace.

Dai suoi racconti, inerenti la sua “forzata” permanenza in Sicilia per quattro anni, proprio durante i fatti tragici della seconda guerra mondiale, e non solo, ho tratto un nuovo romanzo, che è in attesa di un editore, il suo titolo provvisorio è Che Dio stramaledica gli alleati.  Umberto è da tempo che mi scrive per dirmi che ha un grande desiderio: rivedere l’Italia attraverso i miei occhi.Problemi di salute non gli consentono di viaggiare e quando mi ha scritto che io sono i suoi occhi, e che desidera abbracciarmi per stringere attraverso me quella terra che prima non desiderava rivedere ma che ora torna ad infiammargli il cuore, io non ho resistito.Da lì la mia decisione di accontentarlo: il suo 83° compleanno lo festeggeremo assieme a Melbourne.

La FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), che raggruppa i maggiori sindacati degli scrittori italiani facenti capo a UIL, CGL, CISL, ha voluto riconoscere il valore letterario e di solidarietà del mio gesto, facendosi carico del pagamento del biglietto aereo per l’Australia.»

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