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Cusumano (Udc): “Licenziamo i dipendenti Gesip con il doppio lavoro”

Giulio Cusumano, foto internet

Dopo il silenzio degli ultimi giorni e la pace sociale che sembrava raggiunta con lo sblocco dei fondi da parte della Regione per la cassa integrazione, torna in discussione il futuro dei dipendenti Gesip e della prossima società consortile.

A rompere il silenzio è Giulio Cusumano, capogruppo Udc a Sala delle Lapidi. “Le casse pubbliche sono vuote e non abbiamo i soldi per riassumere tutti i dipendenti Gesip nella consortile regionale – ha detto Cusumano – Per questo motivo l’unica soluzione è quella di mandare via tutti quelli che hanno un doppio lavoro e di ridare un impiego a quelli che hanno un solo reddito”.

Secondo Cusumano la questione non è legata solo alla ristrettezza di fondi del Comune, ma c’è anche un risvolto morale. “Si tratterebbe di un atto di giustizia sociale verso chi paga le tasse e chi è disoccupato – – ha spiegato  – La proposta è forte, ma la campagna elettorale è finita e bisogna avere il coraggio delle proprie idee. La società consortile è l’unica realmente praticabile, ma il Comune non ha i soldi per riassumere tutti i dipendenti”.

Ma non è tutto. Il gruppo consiliare dell’Udc propone infatti anche l’istituzione di un’apposita commissione che faccia delle verifiche in modo tale da individuare chi, tra i dipendenti Gesip, ha un doppio lavoro o i nuclei familiari che hanno più componenti che lavorano nell’azienda. Per Cusumano e i suoi colleghi di partito, qualora fossero accertate tali  eventualità, questi dipendenti non andrebbero riassunti nella nuova società consortile, e così verrebbe a ridursi di conseguenza il numero dei lavoratori da inglobare nella nuova azienda. La proposta di Cusumano e i suoi inoltre prevede che il Comune predisponga il pagamento di un assegno che accompagni alla pensione chi ha i requisiti necessari.

“Bisogna avere il coraggio di fare questa scelta a garanzia di chi, in Gesip, è monoreddito –  ha proseguito il capogruppo Udc – Lo spirito delle cooperative sociali, da cui è nata anche Gesip, era tutt’altro e questa differente situazione non possiamo più permettercela. E non solo per una questione economica: non va tradito lo spirito delle vecchie cooperative sociali. Non dobbiamo dimenticare che a Palermo ci sono tantissimi disoccupati e che gli stipendi della Gesip sono garantiti da chi lavora e paga le tasse: come possiamo chiedere loro un sacrificio, come quello del finanziamento della consortile, senza applicare un elementare principio di giustizia? Il doppio lavoro non è accettabile. Per questo motivo – ha concluso Cusumano – è giusto istituire una commissione consiliare che effettui i controlli da qui a quando si costituirà la consortile. La città che lavora e paga le tasse e i disoccupati non potrebbero accettare un’ingiustizia”.

Si attende a breve la replica dei sindacati, delle altre forze politiche e dei lavoratori Gesip. E molto probabilmente non sarà una replica molto diplomatica.

Luca Mangogna

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