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Curiosity al lavoro, cercasi vita su Marte

Il modello del Curiosity. Foto da internet.

Sono già passati due mesi da quando Curiosity, rover della Nasa, è stato inviato su Marte alla scoperta del pianeta rosso. Dopo diverse passeggiate sul suolo marziano, gli scienziati della Nasa hanno collocato Curiosity in un luogo ritenuto idoneo al prelevamento di campioni di suolo, successivamente analizzati all’interno del rover.

La zona in cui Curiosity si trova parcheggiato è stata battezzata come “Rocknest” (nido di roccia), e da qui si darà il via a diversi campionamenti di terreno: prima dell’analisi chimico-fisica, Curiosity dovrà infatti prelevare due campioni, agitarli in apposite camere di trattamento in modo da eliminare eventuali impurità e alla fine scartarli entrambi. Soltanto il terzo campionamento verrà sottoposta ad osservazione tramite le telecamere montate sulla torretta.

“La missione di Curiosity è scovare indizi di microbi ed alghe che potrebbero aver abitato il pianeta due o tre miliardi di anni fa“, spiega Richard Cook, responsabile per il Jet Propulsion Laboratory della Nasa dei sistemi di volo del rover su Marte.

La speranza di trovare una qualche forma di vita sul pianeta Marte è stata alimentata dalla scoperta da parte di Curiosity di un affioramento roccioso chiamato Hottah, prova di un flusso forte d’acqua che doveva scorrere 3-4 miliardi di anni fa.

E acqua – puntualizza Richard Cook – può significare vita. Una volta conclusa questa prima ondata di “scavi”, il rover marziano si dirigerà nella zona est del pianeta per sperimentare il suo trapano a percussione, avendo finora utilizzato per il prelievo alcune palette raccoglitrici.

Rosaria Cucinella

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