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Crocetta, tra i piloni che cedono e il terrorismo manca pure la carta!

crocetta e i piloni di cartaStamattina dopo la classica lettura delle agenzie e dei quotidiani appare assai sconfortante constatare che la catastrofe Sicilia non trova epilogo. La nostra isola giorno dopo giorno cade a pezzi e sempre più rimane isolata sia dagli stessi abitanti che la vivono che da quelli che la vorrebbero vivere.

I pezzi che cadono non sono solo di tipo strutturale ma soprattutto di tipo sociale. Ebbene sì, l’umore dei siciliani e la voglia di fare è ormai giunta al suo finish. Tutto questo accade sotto gli occhi degli impotenti cittadini siciliani che, nella loro incredulità, non riescono a prendere posizione e a richiamare con tutte le forze quella normalità di “essere umano” che ormai è venuta a mancare.

Quello che ci sconforta sempre più non è solo quello che accade giornalmente nel nostro territorio, ma è l’incapacità, il menefreghismo e la strafottenza di coloro che amministrano e gestiscono la Sicilia. La loro indifferenza è uguale alla loro incapacità che supera la loro scarsezza. Primo fra tutti, ed è un traguardo che difficilmente qualcuno potrà togliergli, è Crocetta che nel pieno della sua incoscienza e della sua non mission riesce a superare se stesso nel fallimento più estremo.

Fare un giro per gli assessorati ci ha fatto rendere conto della gravità della situazione tecnico-amministrativa: decreti mai firmati, o tardi firmati, attività di produzione dei documenti utili a far funzionare la macchina burocratica raccolti come piloni pronti a cadere senza nessun controllo, ma ancora peggio, se si volesse portare avanti, e pochi lo fanno, l’attività tecnico-amministrativa di un dipartimento, in ogni caso non potrebbe essere fatto a causa della mancanza di carta da stampare. Sì, proprio così, i dipartimenti non hanno i soldi per acquistare 4 euro di carta per stampare quei documenti utili a portare avanti la macchina amministrativa.

Tutto questo scaturisce malcontento, disattenzione, disinteresse, menefreghismo da parte di funzionari e dirigenti che se ne hanno voglia ci vorrà poco a fargliela passare.  

Abbiamo incontrato utenti che per amore di portare a compimento la loro pratica si sono portati la carta da stampare da casa. Ed ancora abbiamo visto circolari, avvisi, bandi fatti così male o meglio copiati male tanto da destabilizzare i partecipanti che, dopo aver preparato e vinto un progetto, si sono ritrovati a dovere rifiutare, non per la difficoltà nel rendicontare, ma per la non convenienza legata alla perdita economica del progetto stesso. In particolare le istanze per le attività culturali che, nella maggior parte dei casi, vengono presentate da associazioni, enti e fondazioni senza scopo di lucro e che hanno una o due possibilità l’anno per potere mettere in movimento il loro ente, con le ultime circolari, è più conveniente non partecipare e chiudere piuttosto che ritrovarsi indebitati. 

E a proposito di indebitamento anche in questo caso la colpa è della Pubblica Amministrazione che con costante disattenzione , ritardi ed eccesso di burocrazia riescono a far indebitare enti e aziende che pur vantando un credito si ritrovano, per via dei ritardi, a non poter pagare tributi e tasse e ritrovarsi con un Durc non positivo e quindi non più nelle condizioni di ricevere il credito tanto vantato. Praticamente oggi si fallisce per crediti vantati nella P.A.!

Anche le banche a causa di questi ritardi nei confronti dei pagamenti dei propri clienti  agiscono, a causa di leggi non pensate per le imprese, contro le stesse provocando la loro chiusura drammatica che nella maggior parte dei casi si trasforma in un fallimento di impresa.

Chiediamoci perché accade tutto questo o ancora, perché dobbiamo subire tutto questo? E perché questi signori continuano a stare tranquilli a passeggiare nei palazzi del potere alla faccia dei poveri siciliani? E ancora, perché la deputazione siciliana continua ad alimentare questa atroce tortura nei confronti del proprio popolo? E perché Crocetta non si rende conto della sua inadeguatezza, della sua superficialità , della sua ‘arraffonaggine’ e pressapochezza e si dimette salvando quel po’ che è rimasto da salvare? E perché i deputati , quelli a cui avevamo rivolto speranze, si sono infine trovati a compiacersi e a progettare le finte riforme di questa regione? 

Di fatto c’è che anche la speranza è venuta a mancare e che se, in altri paesi più estremi ci si rivolge a Dio nel nome del terrorismo per contrastare ogni tipo di crisi, nel nostro paese è probabile che anche il buon Dio si sia dimenticato di noi fortificando il terrore di pochi uomini che, all’insegna della finta lotta alla mafia, hanno costruito distruzione e malessere nel nome della rivoluzione.

La paura massima è che se Crocetta si dovesse oggi dimettere non potrebbe farlo perché manca la carta!

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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