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Crocetta lancia un Rais al Turismo. Roba da non credere?

Alessandro Rais. Foto Internet da Cinemagay.it

“Persona di grande cultura, una risorsa che negli ultimi anni non è stata valorizzata per come merita”,  così il neo presidente della Regione al momento del suo insediamento, Rosario Crocetta si è espresso su Alessandro Rais, ex presidente della Sicilia Film Commission e attuale direttore della filmoteca regionale.

A lui ha fatto eco l’assessore al Turismo in pectore, Franco Battiato, che ha lodato il lavoro fatto da Rais quand’era alla guida della Film Commission regionale. “Vista la sua sensibilità, in campo cinematografico una delle cose da fare è quella di riportare la Film Commission Sicilia ai tempi d’oro di Alessandro Rais, quando tutti volevano venire a girare qui – ha detto Battiato – Dopo Rais c’è stata la paralisi assoluta, lasciando alla Puglia il primato di paradiso terrestre”.

Rais in effetti viene indicato da più parti come possibile capo di gabinetto, quindi braccio operativo dell’assessorato che sarà diretto da Battiato, o nientemeno che assessore alla Cultura. In pratica Rais dovrebbe essere la mente del piano di riordino del settore turistico-culturale siciliano, con un occhio particolare al cinema.

Ma chi è veramente Alessandro Rais? Il suo curriculum non mente: è una persona di grande cultura, storico e critico cinematografico di livello, e promotore del primo festival italiano a tematica Lgbt (Lesbica Gay Bisex e Trans), il Sicilian Queer Film Festival, denotando un grande coraggio nel lanciare una manifestazione così innovativa in una terra così restìa ai cambiamenti come la nostra.

Il fatto è che su Rais, al di là delle parole e degli elogi spesi per lui da Crocetta e Battiato, pende l’ombra del declassamento di cui è stato protagonista due anni or sono e del quale, in effetti, poco si  è parlato. Nell’ottobre del 2010 infatti Rais fu rimosso dall’incarico di presidente della Sicilia Film Commission dove venne sostituito da Pietro Di Miceli.  All’epoca si parlò di scelte partitocratiche, se non di normale turnover fra dirigenti, mentre poco si ricorda che Rais finì nell’occhio del ciclone delle alte sfere perché tendeva a privilegiare chi presentava richiesta di finanziamenti fuori dalla Sicilia.

Ora è possibile che sia stato un caso e che Rais, da grande esperto e appassionato di cinema, abbia piuttosto privilegiato l’aspetto culturale e il valore dei progetti che venivano presentati alla commissione, però è abbastanza curioso notare che Crocetta nel comporre la sua squadra abbia rinunciato ad affidarsi agli eletti, fornendo deleghe a persone (sicuramente valide non lo si mette in dubbio) facenti parte di una nicchia.

Giusto è che il presidente componga una squadra di uomini a lui fidati e che condividono con lui un progetto comune per il rilancio dell’Isola, ma così  i siciliani rischiano di venire allontanati sempre di più da un’idea di rappresentanza che dovrebbe essere il cardine di ogni Governo e di ogni Giunta, senza dimenticare che Crocetta è stato eletto da solo il 15 per cento degli elettori.

Effetti collaterali dello spoil system.

 Luca Mangogna

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2 commenti

  1. Non ho votato Crocetta quando ha fatto accordi elettorali con l’UDC e in particolar modo quando ha stretto patti segreti con quel gran galantuomo di Lombardo. Vero è che ha ottenuto appena il 15% dei voti, ma sono sicuro che se si fosse èresentato libero da queste vergognose zavorre avrebbe spopolato. E poi: vorreste ritrovarvi in giunta i Cracolici, i Dina e simili? Forza Crocetta! Sono alla canna del gas e se ti impediscono di fare a modo tuo, scassa tutto e ritorna alle elezioni. Solo allora stravincerai e libererai la Sicilia da qiesta banda di cialtroni che l’hanno ridotta così
    com’e.

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