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Crocetta: “Io so ma non ho le prove”

Qualche giorno fa a Castelvetrano, il presidente della Regione aveva affermato che “anche nel Parlamento regionale vi sono eletti dalle cosche e non c’è consiglio comunale in Sicilia che non abbia un eletto dalla mafia. Dobbiamo avere la coscienza che il mondo politico non ha rotto con la mafia. La lotta alla mafia si fa anche arrestando Matteo Messina Denaro”.

Parole che destarono l’immediata reazione del presidente della commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci, che non mancò di rispondergli a tono. “Il presidente Crocetta venga a riferire nomi e cognomi dei deputati beneficiati da Cosa nostra alla Commissione Antimafia o, se preferisce, a qualsiasi Procura della Repubblica”.

A distanza di qualche giorno da quelle fatidiche affermazioni, in occasione della presentazione del nuovo esecutivo regionale, Il Moderatore ha chiesto al governatore della Sicilia il senso delle parole pronunciate in quella riunione nel trapanese e soprattutto se incontrerà la commissione presieduta da Musumeci.

“E’ un paradosso politico portato alle sue estreme conseguenze. E’ la stessa cosa che diceva Pasolini quando accusava il vecchio sistema di potere ai tempi della Democrazia Cristiana: “Io so ma non ho le prove”. Pasolini, come me, si riferiva alla corruzione che alberga nel sistema, e quindi diventa un’affermazione simbolica. E’ evidente, che nel codice penale ogni responsabilità individuale va fatta, però è ingenuo non pensare che all’interno dei consigli comunali possano esserci infiltrazioni, così come è ingenuo non pensarlo pure di alcuni uffici amministrativi. E’ chiaro che, laddove si trattano affari, economia, finanza, investimenti e appalti,  la mafia tenta di infiltrarsi”.

Già, ma lei ha lanciato pesanti accuse, affermando che “nel Parlamento regionale vi sono eletti dalle cosche e non c’è consiglio comunale in Sicilia che non abbia un eletto dalla mafia”….  

“Purtroppo, oggi, molto spesso assistiamo a situazioni dove il politico non è più appoggiato dal mafioso, ma invece si verifica che ci siano addirittura alcuni rappresentanti diretti delle cosche. Quindi, è banale dire “lo provino, non è vero è un’offesa”.

Ma andrà a riferire alla commissione regionale Antimafia?

“Io sarò a Roma a discutere dei problemi della Sicilia, ma la commissione regionale Antimafia non i ha poteri della magistratura. Per intenderci, non ha le stesse peculiarità dell’omologa commissione nazionale”.

Intende forse passare sopra i poteri della commissione presieduta da Nello Musumeci?

“Assolutamente no. E’ chiaro che trovo corretto avere un rapporto con la commissione di Palazzo dei Normanni, ma gli impegni della commissione regionale sono una cosa e gli impegni istituzionali e di governo un’altra. E’ necessario che gli incontri si programmino. Io, intanto, devo volare a Roma per risolvere le criticità del lavoro dei siciliani”.

Il numero uno della commissione Speciale antimafia dell’Ars, Nello Musumeci, risponde con tono conciliante alle dichiarazioni rilasciate a Il Moderatore dal presidente della Regione.

“Sono perfettamente d’accordo, con il presidente della Regione- ha dichiarato- , a noi non interessa sapere se il gatto è bianco o grigio, l’importante è che prenda il topo. E quindi, che faccia i nomi a Palermo o a Roma, poco conta, l’importante è che li faccia. La nostra Commissione- prosegue – non ha i poteri di polizia giudiziaria, ma “solo” d’inchiesta. Intanto abbiamo inviato al presidente Crocetta una lettera per invitarlo in commissione a Palermo, e quando ci onorerà della sua presenza, ci faremo una bella chiacchierata. Non abbiamo definito una data, sarà sua discrezione fornircela”.

Marina Pupella

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