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Crocetta dirige l’Opera Sinfonica della Sicilia. Minchia! Mancano gli strumenti e gli spartiti

10(di Francesco Panasci) Crocetta in Sicilia: tre anni di prove tecniche e poi il concerto senza spartiti e senza strumenti.

Si. Amici lettori. In questo editoriale Vi parlerò di musica e di maestri senza bacchette.

Provate a immaginare di stare dentro un Teatro, dove sul palco ci sono dei musicisti e quindi l’orchestra, un direttore d’orchestra e la sua bacchetta, un pubblico pronto ad ascoltare e a guardare. immaginate poi  una biglietteria, gli agenti della SIAE e pure i vigili del fuoco.

Continuate a lavorare d’immaginazione:

Ecco ariivare l’orchestra sul palco e prendere posizione. Ognuno dei musicisti occupa una sedia e guardandosi tra colleghi si accorgono che non ci sono gli strumenti musicali e pensano cosa fare mentre il pubblico continua a guardare impazientiti e pure increduli.

Ad un tratto, come è giusto che sia, giunge lui, Crocetta il direttore d’orchestra che con aria sapitura sale sul podio, si gira verso il pubblico e s’inchina per salutare.

Si rigira verso la sua orchestra e, con goffezza, cerca nel taschino interno della sua giacca la bacchetta, ma si accorge di non averla e pensa: “non ci fa niente…posso fare a meno io sono Saruzzo il direttore di banda”.

Nel frattempo l’intera orchestra  con gli occhi puntati, cerca di comunicare al direttore di essere senza strumenti e pure senza spartiti, ma Crocetta il direttore, non accorgendosi di nulla, fa un balzo e in punta di piedi e a braccia in aria  da inizio al suo concerto.

Saro posa lo sguardo sullo spartito che non c’è, e, come se leggesse, continua imperterrito nella sua performance.

I  musicisti con finta tranquillità non suonano. Anzi fanno finta di suonare. Lui va avanti,  avanti, a suon di pause, tante pause, troppe pause tanto da assordare l’orchestra di silenzio. Puro silenzio? Peggio. Sporco silenzio. Sporcato dal mormorare del pubblico che continuando a non capire, non comprendeva proprio cosa stava accadendo, finanche a immaginare che era tutto uno scherzo, una farsa, un gioco, un progetto umoristico, un mimare. Tutto tranne che un concerto.

Ma presto arriva il finale dell’opera. Un finale altisonante che ha come epilogo il salto del direttore d’orchestra e il richiamo ai suoi musicisti ad alzarsi e ringraziare il pubblico.

La compagine artistica era strafelice, i musicisti emozionati, soddisfatti e appagati.  Pure il direttore Crocetta era felice…Usciva ed entrava sul palco per farsi acclamare come paladino della musica in Sicilia, ma gli applausi non arrivarono. Non arrivò proprio nulla. Anzi giunsero fischi, parole e parolacce.

Ma per loro (Saro e i musicisti) era tutto ok. Tutti felici della loro esecuzione. La gente impazzita, incazzata, fuori di testa, reclamarano e richiedevano indietro i soldi del biglietto poichè beffati dal “pacco” ricevuto.

La Siae (lo Stato) era stata pagata abbondantemente pur non suonando, anzi pagata senza esecuzione.

Gli strumenti non c’erano, gli spartiti erano spariti e la musica non era quella che tutti immaginavano. Peggio non c’era musica, non c’era una orchestra e ancora peggio non c’era il direttore d’orchestra, anche se lui, senza aver studiato musica, pensava di potere ingannare il  pubblico, improvvisando, non curandosi oltretutto di essere stonato, di non conoscere la musica, di non avere la bacchetta né gli strumenti e manco l’orchestra.

Ecco, amici miei, questa è la storia di un’opera siciliana mai suonata, mai eseguita, manco provata, senza musicisti ne direttore, dove il Teatro era grande e impegnativo. Dove le tasse e quindi la SIAE fu pagata a costo alto. Anche il cachet del cast musicale e del direttore era sovrastimato. Ma ancora peggio il pubblico aveva pagato per assistere ad un concerto musicale di altissima qualità per cercare nuove emozioni, ma finiu a schifiu poiché manco i vigili del fuoco riuscirono a spegnere la fiamma di un finto direttore che credeva di sapere suonare e pure bene e senza spartito.

Nella realtà l’Opera sinfonica Siciliana diretta da Crocetta si trasformò in un karaoke mimato senza musica e senza musicisti. Le colpe in seguito furono addossate anche ai preparatori del progetto musicale: all’editore e all’assistente di direzione d’orchestra.

Per il 2017 c’era in previsione una replica e un concerto dove addirittura Saruzzo figurava pure come compositore oltre che direttore. Ma le previsioni di prevendita non erano delle migliori. Un progetto riconosciuto come un fallimento acclarato. Quindi probabilmente annullato.

Come chiudere questa storia? Augurandovi un nuovo  ascolto? Buona visione?

No! anzi, si…Minchia che musica…

 

Il Cast del progetto musicale:

l’orchestra musicale (la giunta di governo siciliano)

la Siae (il Governo centrale)

la biglietteria (il prezzo che pagano i siciliani nella crisi)

I pompieri (le opposizioni politiche)

gli spartiti (programmi politici)

gli strumenti (le risorse economiche)

il direttore d’orchestra (Rosario Crocetta)

l’editore (Lumia)

il sovrintendente (Monterosso)

gli assistenti del direttore (PD e partiti di appoggio)

About Panasci

Giornalista editore e musicista. Da 20 anni anche produttore

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