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Crocetta all’Ars: nulla di nuovo sul fronte Tutino – Borsellino

Rosario Crocetta torna in aula, e interviene con un discorso durato circa un’ora. Tocca tutti i punti sensibili della vicenda Tutino – Borsellino e riafferma fermamente che non si dimetterà: “La richiesta di andare al voto è irricevibile. I falsi scoop non possono decidere le sorti dei governi – ha aggiunto -. “Poteri occulti minacciano la democrazia, c’è una parte della politica che non difende uomini delle istituzioni da fatti smentiti dalle Procure siciliane”.
Un discorso lungo e tendenzioso che non ha aggiunto nulla di nuovo alle parole precedentemente anticipate con un comunicato su facebook. Vittima dei gossip, della mala comunicazione e della lobby dei giornalisti, ne esce un uomo distrutto ma che, dice, vuole mantenere la sua dignità: “La vita di un uomo ha senso se mantiene la dignità e la libertà. Alla libertà ho rinunciato presto, quando da singolo di Gela vivevo dietro finestre blindate e coperte dalle sbarre. Ma al mio onore non potrò rinunciare mai. Ho notato che il mio silenzio è stato interpretato come una ammissione di colpa. Allora per questo motivo ho recuperato il mio diritto alla parola”.
E poi accenna ai rapporti con Matteo Tutino, ex primario di Villa Sofia, “Lo incontravo ogni 15 giorni, nel suo studio, ed ero sempre accompagnato dalla scorta. Anche la mia abitazione è monitorata, quindi nessuna fantasia può essere fatta sulla mia vita privata. Nessuna vita è più chiara della mia”. Ripete e chiarisce la vicenda sui manager della Sanità e Samperi : “I manager della sanità sono stati selezionati da una commissione composta da un magistrato, da un rappresentante dell’Agenas e da un professore della Normale di Pisa che ha selezionato una lista ristrettissima di poche decine di persone. La legge ci dava una possibilità ampia di scelta ed era parere persino del Parlamento di potere nominare scegliendo dentro una lista di centinaia di persone. Non l’abbiamo fatto. Le nomine definitive sono state il frutto di criteri molto rigidi e di un’istruttoria della segreteria tecnica dell’assessorato, che aggiungevano ulteriori limitazioni alla nostra possibilità discrezionale consentita dalla legge. Nè io né la Borsellino abbiamo effettuato nomine sulla base di alcuna sollecitazione”.
Un discorso che pone l’attenzione su complotti stragisti e killeraggi per mandare a casa il Presidente, che però tiene duro: “La mia vita privata è controllabile secondo per secondo, giorno e notte”, poi: “Solo il Parlamento può decidere di sciogliere anticipatamente la legislatura, non però cedendo alle pressioni mediatiche di coloro che hanno ordito questa congiura”. Aggiunge : “Io non mi dimetto, è inaccettabile che io possa dimettermi sulla base di motivazioni inesistenti. Non credo che questo sia il momento di discutere sulla politica del governo, che rientra nel normale giuoco democratico, poiché agli occhi di coloro che ci osservano potrebbe sembrare un atto di killeraggio politico sulla base di una campagna denigratoria basata sul nulla”.
Il governatore siciliano ricorda i tagli e le riforme durante il suo mandato, ma scorda i buchi e i deficit del bilancio. Ricorda la sua lotta all’antimafia, ma aggiunge, ” sono fra coloro che persino si astennero, contrariamente a molti di voi che lo hanno difeso, in atti che sono stati fatti in questo Parlamento contro Cuffaro”.
Un Crocetta confuso, scosso, che non ha aggiunto nulla di nuovo alle sue precedenti affermazioni, ma sicuro di rimanere alla guida della Regione.

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2 commenti

  1. tiene più di tutti alla sua poltrona.
    Quando gli capiterà più di fare il Presidente?
    Io non lo voterei per nessuna cosa al mondo.
    Ha venduto la nostra Sicilia

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