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Crisi Monalisa Contact: il M5S chiede intervento di Regione e ministero Sviluppo economico

Cantone e Marano: “La chiusura del call center di Misterbianco andrebbe a incidere su un tessuto sociale già debole, difficile trovare altre imprese che possano assorbire i 100 dipendenti che l’azienda ha deciso di licenziare”

(di redazione) Intervenire con urgenza per garantire ogni opportuno sostegno ai 100 lavoratori del call center Monalisa Contact di Misterbianco (Catania), per i quali l’azienda ha attivato la procedura di licenziamento collettivo”:

lo chiedono la deputata regionale Jose Marano e il deputato nazionale Luciano Cantone, del Movimento 5 Stelle, che hanno presentato rispettivamente un’interrogazione all’Ars e una al ministro dello Sviluppo economico.

“La situazione del Monalisa non è semplice – spiegano i parlamentari – e gli ultimi tavoli sindacali del 31 maggio e del 17 giugno 2019 si sono conclusi con esito negativo per la soluzione della crisi aziendale. L’azienda non è andata oltre la proposta di una trasformazione dei contratti in co.co.co, e ha dichiarato che non ci sono le condizioni per usufruire della cassa integrazione per chiusura attività, in quanto non sussiste la possibilità di rientro in servizio e la piena ripresa dell’attività lavorativa. Non ci vuole molto per comprendere quanto sarebbe drammatica la chiusura del call center, perché andrebbe ad incidere su un tessuto sociale già debole, per la scarsa presenza di attività imprenditoriali nel territorio che possano assorbire i lavoratori licenziati”.

Cantone, attraverso l’interrogazione, chiede quindi al ministro dello Sviluppo economico attivare tutte le procedure necessarie per scongiurare il licenziamento collettivo e, in alternativa, di verificare se sussistano i presupposti per attivare la cassa integrazione. Marano attraverso l’interrogazione all’Ars chiede invece al presidente della Regione, all’assessore alle Attività produttive e a quello della Famiglia e delle Politiche sociali e del lavoro se non ritengano di attivarsi per quanto di propria competenza, in tutte le sedi nazionali e regionali opportune, per scongiurare la chiusura del call center e la perdita dei posti di lavoro.

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