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Crisi delle istituzioni musicali: lettera aperta a Crocetta. “La cultura muore”

Riceviamo e pubblichiamo lettera aperta Daniele Ficola, Direttore del Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini “ di Palermo, e Giuseppe Silvestri, Presidente del Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Palermo, indirizzata al presidente Crocetta.

Il direttore e il presidente del Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Palermo esprimono vivissima preoccupazione per la situazione di emergenza che coinvolge alcune tra le più importanti istituzioni musicali della nostra regione. Prima tra tutte l’Orchestra Sinfonica Siciliana, di cui è inutile ricordare il prestigio che ha assunto fin dalla sua fondazione quale punto di riferimento per l’esecuzione e la divulgazione del patrimonio sinfonico. Tale preoccupazione si estende poi alle istituzioni culturali nel senso più ampio del termine, che soffrono, tutte, di una non adeguata attenzione rispetto al potenziale che esse hanno espresso e che potrebbero ancor più esprimere in termini di crescita culturale e di ritorno economico.

Il Conservatorio, luogo di formazione e di produzione musicale, è partecipe di questo disagio insieme a tutte le altre Istituzioni musicali e culturali, e chiede con forza che si ricrei quel circuito virtuoso in cui le professionalità legate alla musica, all’arte e a tutti i saperi, trovano occasioni di scambio e di accoglienza reciproci e non rimangono confinate all’interno delle proprie “mura”. Se questo contesto viene meno la cultura muore, e con essa la civiltà.

Gli scriventi auspicano che, pur nelle difficoltà di cui soffrono oggi le Pubbliche Amministrazioni, punto di riferimento delle Istituzioni culturali, vengano elaborati e posti in essere modelli di sviluppo della nostra Regione che considerino le attività culturali un investimento di alto profilo da sostenere ad ogni costo. Si augurano che su queste priorità possa aprirsi una ampia riflessione su quello che si può e si deve fare per non cancellare ciò che rappresenta l’anima della nostra convivenza civile e fin da ora dichiarano che a questa riflessione il Conservatorio darà il suo appassionato contributo.

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