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Crisi, Cisl: “Sicilia all’ultima chiamata”

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“Siamo fuori tempo massimo. Tutt’al più, all’ultima chiamata”. Così Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, riguardo alle chance della regione di uscire dall’emergenza economica e sociale in cui è precipitata dal 2008, ritrovando “finalmente” fiducia e credibilità presso i mercati nazionale e internazionale.

Per Bernava, che ieri mattina era presente a Palermo all’illustrazione del Check up Sicilia di Confindustria, se il governatore Crocetta vuole davvero dare priorità alle imprese che investono e alla povertà, “l’unico modo che conosciamo è coniugare la risposta alle emergenze croniche della spesa consolidata, con una riorganizzazione del sistema che metta al centro un piano di ristrutturazione delle Partecipate, regionali e locali. E con politiche capaci di promuovere sviluppo facendo leva sull’attenta programmazione dei fondi Ue”. Purché, sottolinea il segretario, questa programmazione non sia lasciata in mano ai tecnici ma orientata su obiettivi chiari, dal governo e dalla politica.

È di queste politiche innovative che l’Isola ha bisogno, insiste il rappresentante Cisl chiedendo al governo regionale che “trovino riscontro nella manovra finanziaria che deve ancora essere presentata”.

Quando al dossier di Confindustria, per il numero uno della Cisl Sicilia è l’ennesima conferma del fatto che l’Isola è fanalino di coda, in Italia, per competitività e capacità di attrarre investimenti. Vale pertanto “quanto diciamo da tempo”. Cioè, che “o il governo Crocetta come gli altri livelli di governo mettano al centro l’emergenza economia come priorità assoluta, o povertà, fallimenti, fuga dei grandi gruppi e disintegrazione del sistema amministrativo e degli enti locali, sono destinati ad aumentare, a dispetto di ogni facile proclama in conferenza stampa”.

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