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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Roberto Ammatuna, Giovanni Ardizzone, Alessandro Aricò

Roberto Ammatuna

Prosegue la nostra carrellata sull’attività dei novanta parlamentari all’Ars con Roberto Ammatuna, medico di 60 anni, eletto nelle liste del Pd nel collegio di Ragusa con 6.745 preferenze. Vice presidente della commissione Ambiente e Territorio, Ammatuna nel corso della sua attività nell’Assemblea Siciliana, ha presentato tre disegni di legge come primo firmatario e 64 come cofirmatario, oltre a quattro mozioni e cinque ordini del giorno. Nel corso del suo lavoro in aula, ha prestato attenzione essenzialmente su due versanti, quello della riorganizzazione del settore sanitario e quello di favorire la carriera marittima ai siciliani, vista come opportunità di lavoro e sviluppo nell’Isola. Negli ultimi anni comunque la sua attività è sempre venuta meno, visto il suo disaccordo nell’appoggiare insistentemente il Governo Lombardo. Ha recentemente perso la corsa alla poltrona di sindaco nel Comune di Pozzallo, andata al suo omonimo Luigi Ammatuna. Al momento non è stata presa in considerazione l’eventualità di una sua ricandidatura.

Esponente di spicco dell’Udc a Messina, Giovanni Ardizzone è stato eletto nel collegio della sua città con 12.199 voti di preferenza. Presidente del collegio dei deputati questori e componente della commissione

Giovanni Ardizzone

Attività produttive, ha presentato all’Ars 10 disegni di leggi come firmatario e 24 come cofirmatario. È stato una delle voce più critiche del suo partito contro l’operato del Governo Lombardo, anche quando questi veniva sostenuto dalla sua coalizione. Ha operato essenzialmente nella tutela del territorio della sua provincia d’origine, promuovendo iniziative a favore della prevenzione e degli aiuti alle popolazioni alluvionate del messinese, agli abitanti delle Eolie e al miglioramento dei servizi di assistenza sanitaria. Negli ultimi tempi si è scagliato apertamente contro l’operato di Lombardo, criticando aspramente le sue nomine e il suo presunto immobilismo sulla vicenda del ponte sullo Stretto. Pressoché certa una sua ricandidatura nelle liste del suo partito.

Alessandro Aricò

Attuale assessore con delega al Territorio e Ambiente, Alessandro Aricò, 36 anni, è stato uno dei volti nuovi della legislatura che si sta per chiudere. Già assessore provinciale allo Sport e comunale alle Partecipate, eletto nel collegio di lista del Pdl di Palermo con 15.662 voti, è transitato nel gruppo di Futuro e Libertà a seguito della scissione dei finiani dal partito di Berlusconi. Poco prima della nomina ad assessore (avvenuta a giugno) è stato candidato a sindaco di Palermo, uscito dalla competizione prima del ballottaggio. Prima del mandato in Giunta è stato componente della commissione esame delle attività dell’Unione Europea, e di quella degli Affari istituzionali, presentando altresì 42 i disegni di legge come primo firmatario e 77 come cofirmatario, particolarmente interessato a disciplinare con nuove norme la tutela del territorio, con uno sguardo rivolto al sociale e interventi diretti a giovani, anziani e disabili. Nome di punta del partito di Fini in Sicilia, molto stimato dal governatore Lombardo, la sua ricandidatura alle prossime regionali è scontata.

Luca Mangogna

Prima parte: Giulia Adamo, Pino Apprendi e Giuseppe Arena

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6 commenti

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che i proventi tributari delle imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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