PoliticaPrimo Piano

Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Mattarella, Nicotra, Parlavecchio e Pogliese

Palazzo dei Normanni
Foto di Carlo Columba (http://www.flickr.com/photos/lorca/)

Continua la nostra carrellata sull’attività parlamentare dei 90 deputati siciliani nel corso della quindicesima legislatura all’Ars, conclusa ormai da qualche settimana. Ad aprire la rassegna in questa occasione è Bernardo Mattarella del Pd, subentrato alla dimissionaria Anna Finocchiaro che ha optato per la carica di senatore dopo essere stata battuta da Raffaele Lombardo nella corsa alla presidenza. Scarna l’attività di Mattarella da deputato, un solo disegno di legge presentato come primo firmatario, sulle modifiche al regolamento dell’elezione diretta del sindaco e del presidente della Provincia, e 31 proposti come cofirmatario, di cui cinque sono poi divenute leggi regionali. Componente della commissione alla Cultura, Formazione e Lavoro, figlio di Pier Santi, ex presidente della Regione ucciso dalla mafia, il suo lavoro all’Ars  è venuto meno a causa della sua opposizione all’accordo che il suo partito ha stretto con Raffaele Lombardo. Sembra avere rinunciato alla sua ricandidatura per concorrere alla Camera dei Deputati nella prossima primavera.

Eletto nelle liste del Pdl con 10.946 voti ottenuti nel collegio di Catania, Pippo Nicotra ha poi lasciato il suo partito per aderire all’Udc. Ex Psi ed ex Mpa, Nicotra, al terzo mandato, nella quindicesima legislatura è stato membro della commissione all’Ambiente e Territorio, di quella Antimafia e di quella d’esame sulle attività dell’Unione Europea. Due i disegni di legge presentati come primo firmatario e 21 come cofirmatario, solo due dei quali hanno terminato felicemente il loro iter legislativo e sono diventati altrettanti leggi regionali. Ex sindaco di Aci Catena, ha dovuto lasciare la carica di primo cittadino del comune etneo a causa della sua incompatibilità col mandato parlamentare, discusso per le sue frequentazioni e indagato in passato per voto di scambio, Nicotra sembra non voler rinunciare alla ricandidatura.

Segretario della commissione d’inchiesta sul piano d’informatizzazione della Regione e componente della commissione agli Affari Istituzionali, Mario Parlavecchio, al secondo mandato, è salito a Sala D’Ercole subentrando allo scomparso Totò Cintola. Primo dei non eletti nel collegio di Palermo nella lista dell’Udc con 7.086 preferenze, Parlavecchio, ex assessore del Governo Cuffaro ed ex assessore nella Giunta Cammarata, nonché ex presidente della Gesip, ha successivamente lasciato i centristi per aderire all’Mpa, in forte polemica con il leader regionale Gianpiero D’Alia. Non ha presentato nessun disegno di legge come primo firmatario e 12 come cofirmatario, zero i ddl andati a segno e divenuti leggi regionali. Dovrebbe essere quasi certa la sua ricandidatura nella lista del Partito dei Siciliani.

Salvo Domenico Pogliese, eletto nelle liste del Pdl nel collegio di Catania con 18.945 preferenze, è stato membro della commissione al Bilancio e Programmazione e di quella sul regolamento. 20 i disegni di legge presentati come primo firmatario e 102 quelli proposti da cofirmatario, ma solo sette di questi sono poi stati trasformati effettivamente in altrettanti leggi regionali, fra cui quello sugli sgravi fiscali a beneficio dell’imprenditoria giovanile e femminile in Sicilia. Pogliese, ex assessore provinciale dello Sport a Catania, confluito nel Pdl dopo lo scioglimento di An e una militanza giovanile nell’Msi, è una delle voci più ascoltate delle correnti giovanili del suo partito, tant’è che il suo nome è stato caldeggiato negli ultimi tempi come successore al sindaco di Catania, Stancanelli. Recentemente ha proposto la riapertura dell’aeroporto di Sigonella a seguito della chiusura dello scalo di Fontanarossa. Già partita la campagna per la sua ricandidatura.

Luca Mangogna

Puntate precedenti:

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Un Commento

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.