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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Marinese, Marziano, Mineo e Musotto

Sala d’Ercole (foto Internet)

Nuova puntata della nostra inchiesta sull’attività legislativa dei deputati siciliani nel corso dell’appena conclusa quindicesima legislatura dell’Ars. In questa occasione cominciamo con analizzare il percorso di Ignazio Marinese, eletto nelle liste del Pdl con 18.051 preferenze ottenute nel collegio di Palermo. Marinese, vice presidente della commissione per qualità della legislazione e membro di quella alla Cultura, Formazione e Lavoro, ha presentato un disegno di legge come primo firmatario e 17 come cofirmatario, di cui tre sono poi diventate leggi. Ex dirigente della Formazione professionale alla Regione, e zio del coordinatore regionale del Pdl, Dore Misuraca, dopo aver lasciato in un primo tempo il partito guidato in Sicilia da suo nipote per aderire ai finiani di Fli, è in seguito rientrato alla casa madre. Al momento sembra esclusa una sua ricandidatura.

Eletto nelle liste del Pd nel collegio di Siracusa con 11.225 preferenze, Bruno Marziano è stato vice presidente della commissione d’esame sulle attività dell’Unione Europea e componente di quelle alla Cultura, Formazione e Lavoro e agli Affari Istituzionali. Ha presentato nove disegni di legge come primo firmatario e 67 come cofirmatario, sette dei quali sono poi stati convertiti in altrettante leggi regionali. È stato autore del ddl sull’istituzione delle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e il riordino delle province regionali. Già presidente, per due mandati della Provincia a Siracusa, Marziano, ex sindacalista della Cgil,  è stato fra coloro i quali hanno difeso l’appoggio dato dal Pd al Governo Lombardo, e ha sostenuto la costruzione del rigassificatore a Priolo. Ha confermato la volontà di ricandidarsi per un nuovo mandato ed è partita la sua campagna elettorale.

Passato fra gli scissionisti di Grande Sud dopo essere stato eletto nelle liste del Pdl del collegio di Palermo, Francesco Mineo è stato vice presidente della commissione d’indagine sul piano d’informatizzazione della Regione Siciliana e membro della commissione all’Ambiente e Territorio. Ha presentato due disegni di legge come primo firmatario e 24 come cofirmatario, di cui tre hanno concluso il loro iter legislativo e sono divenute leggi regionali. Fedelissimo di Gianfranco Miccichè, è stato uno dei primi ad aderire al gruppo di Pdl Sicilia, poi divenuto nel tempo Forza del Sud e in seguito Grande Sud. Già assessore a Palermo in una delle Giunte Cammarata, in questa sua prima legislatura all’Ars ha lasciato tracce più per la sua vis polemica che per mera attività parlamentare. Già annunciata la sua ricandidatura.

Eletto nelle liste del Pdl nel collegio di Palermo con 17.508 voti, Francesco Musotto, già presidente della Provincia di Palermo per tre mandati (non consecutivi), ha vissuto una legislatura travagliata anche per svariati cambiamenti di casacca. Lasciato in Pdl e non convinto dalle posizioni di Miccichè (di cui non è mai stato un grande sostenitore e solidale) approda inopinatamente nelle fila dell’Mpa, sedotto dalle posizioni autonomiste di Raffaele Lombardo e in poco tempo ne diviene capogruppo all’Ars. Il costante allontanamento degli ultimi mesi ne ha provocato una improvvisa rottura e ha abbandonato l’Mpa per aderire al Gruppo Misto e infine all’Udc. Già deputato regionale per il Psi nella nona legislatura fra il 1981 e il 1986, Musotto ha presentato un disegno di legge come primo firmatario e 31 come cofirmatario, sei dei quali sono poi diventati leggi regionali. Presidente della commissione d’esame sulle attività dell’Unione Europea e membro di quelle agli Affari Istituzionali e al regolamento, è stato autore del ddl sulle disposizioni della  partecipazione della Regione al processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari e di attuazione delle politiche comunitarie. Ha rinunciato alla ricandidatura per la prossima legislatura.

Luca Mangogna

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Un Commento

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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