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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Giulia Adamo, Pino Apprendi e Giuseppe Arena

Mentre il dibattito politico s’infiamma per la scelta dei candidati e delle coalizioni fra i vari schieramenti per le prossime elezioni regionali che chiameranno alle urne i siciliani il prossimo 28 ottobre, è ancora assente la discussione su quanto hanno fatto (o non hanno fatto) gli attuali 90 deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana nel corso dell’attuale legislatura. Non è ancora certo quanti di loro si ripresenteranno alla prossima tornata elettorale, ma è d’uopo approfondire man mano quale sia stato il lavoro dei politici siciliani e quanto si sono spesi per il bene comune dell’Isola.

Si comincia in ordine alfabetico e di schieramento, giusto per non far torto a nessuno, in pieno equilibrio e altrettanta equidistanza.

Il sindaco di Marsala Giulia Adamo (foto tg24.sky.it)

Il primo nome della lista è quello di Giulia Adamo, che, eletta sindaco di Marsala nel maggio scorso, solo ieri, 24 agosto, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di deputato regionale, proprio in prossimità della decorrenza dei termini previsti dalla legge che vieta il doppio incarico. Un’intenzione già annunciata dalla stessa Adamo al momento della sua elezione a primo cittadino di Marsala. Il suo posto per questi due mesi di legislatura che rimangono, verrà preso da Gioacchino Barraco, primo dei non eletti nel suo collegio di lista. Nulla di clamoroso, se si eccettua il fatto che Barraco ottenne all’epoca solo 35 voti. La Adamo è stata eletta all’Ars nel 2008 nel collegio di Trapani, ottenendo invece ben 13.558 voti nella lista del Pdl. Sin dal momento del suo insediamento il suo mandato ha subito vari scossoni. All’indomani del risultato elettorale infatti si autosospese dal suo partito perché non ottenne la nomina ad assessore e in forte contrasto con i vertici nazionali del Pdl si avvicinò alle posizioni di Gianfranco Miccichè divenendo capogruppo di Pdl Sicilia, formazione antesignana di quella che poi divenne Grande Sud. Ma nell’autunno del 2010 si pose in aperto contrasto anche con Miccichè e nell’ottobre dello stesso anno sposò la causa dell’Udc, divenendone a sua volta capogruppo all’Ars. Nella sua attività di parlamentare è stata componente della III commissione alle Attività produttive e in seguito della commissione Antimafia. Dodici i disegni di leggi presentati come prima firmataria e 34 come cofirmataria, con grande attenzione verso tematiche di etica ed educazione e interventi a favore dell’economia locale. Un’attività orientata verso l’autonomia che nel corso degli anni si è spostata su posizioni di sostegno alle iniziative del centrosinistra che ha sostenuto negli ultimi anni il Governo Lombardo. Molto meno presente nel corso del 2012, causa il mancato appoggio dato dal suo partito al Governatore e gli impegni che l’hanno poi portata a essere eletta sindaco di Marsala. Decisamente impossibile una sua ricandidatura nella prossima legislatura, anche in virtù della legge che vieta il doppio incarico.

Pino Apprendi

Nome storico della sinistra siciliana, Pino Apprendi, eletto nel collegio di Palermo con 8.707 voti nella lista del Pd, è stato, nel corso di questa legislatura uno dei protagonisti del ben noto ribaltone che ha sostenuto Lombardo, una volta perso l’appoggio degli ex alleati di centro destra. Componente della commissione vigilanza sulla biblioteca e vicepresidente della commissione sulle Attività produttive, ha presentato 12 disegni di leggi come primo firmatario e 80 come cofirmatario, oltre a 54 interrogazioni parlamentari e 37 ordini del giorno. Fra le sue battaglie, quella sul registro nei comuni delle unioni civili e quella sul pluralismo dell’informazione locale, oltre a quelle sulla tutela dei diritti dei lavoratori (con particolare attenzione verso i fenomeni di mobbing) e quelle a tutela dell’ambiente. Praticamente certa una sua ricandidatura, anche se il clima di tensione e incertezza che vige attorno al Pd siciliano, non fa escludere nessuna sorpresa. Dal suo profilo Twitter ha intanto già lanciato con entusiasmo la candidatura a presidente della Regione di Rosario Crocetta e ribadito la sua volontà di continuare a fare politica nell’Isola.

Giuseppe Arena

Fedelissimo di Raffaele Lombardo, Giuseppe Arena, avvocato catanese di 43 anni, è stato eletto nelle liste dell’Mpa nel collegio di Catania con 9.544 voti. Quattro le cariche assunte nel corso della legislatura: vicepresidente della commissione verifica dei poteri, e componente della commissione Affari istituzionali, di quella Ambiente e Territorio e di quella di indagine e studio sulla formazione professionale. Otto i disegni di legge presentati come primo firmatario e 27 come cofirmatario. Convinto autonomista, si è opposto alla proposta di riduzione dei parlamentari siciliani, ritenendola assolutamente insufficiente. Il suo progetto infatti prevede un massimo di 48 deputati per l’Ars. È stato inoltre promotore dell’iniziativa di disegno di legge sull’apertura di nuovi casinò in Sicilia per stimolare turismo e crescita dell’economia nell’Isola. La sua ricandidatura è legata al riassetto del partito del governatore uscente.

 

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10 commenti

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che i proventi tributari delle imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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