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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Donegani, Fiorenza e Formica

L’onorevole Donegani

Nuovo capitolo della nostra rassegna sul lavoro dei deputati siciliani nel corso dell’appena conclusa quindicesima legislatura. In questa occasione apriamo con Michele Donegani, giovane volto del Pd al primo mandato, eletto con 6.428 preferenze nel collegio di Caltanissetta.

Donegani, insegnante quarantenne di Gela, è stato componente della commissione alle Attività produttive e ha promosso quattro disegni di legge come primo firmatario e 73 come cofirmatario, di cui nove hanno effettivamente terminato il loro percorso e sono divenute altrettante leggi regionali.

È stato in particolare l’autore del testo di legge che ha consentito di disciplinare il reddito minimo garantito all’interno dei cantieri. È stato altresì una delle voci più contrarie all’appoggio dato alla Giunta Lombardo dal suo partito. Attualmente non è stata ancora ufficializzata la sua ricandidatura.

Eletto nelle liste del Pd con 6.117 voti nel collegio di Catania, Dino Fiorenza ha abbandonato il suo vecchio partito nel febbraio del 2010 per aderire al Gruppo Misto, di cui era capogruppo, e poi passare prima a Fli e poi aderire all’Mpa. Medico, è stato vicepresidente della commissione Antimafia, nonché membro di quella ai Servizi sociali e sanitari e della commissione d’inchiesta sulla Formazione professionale. Ha presentato otto disegni di legge come primo firmatario e 59 come cofirmatario, di cui quattro sono stati convertiti in legge. Cresciuto sotto l’ala dell’ex rettore dell’Università di Catania ed ex candidato alle primarie del centrosinistra Ferdinando Latteri, negli ultimi tempi ha accentuato la sua posizione verso direzioni autonomiste. Ancora incerta la sua ricandidatura.

Vicepresidente dell’Ars e componente della commissione al Bilancio, Santi Formicaè stato eletto nelle liste del Pdl con

L’onorevole Formica

23.180 voti ottenuti nel collegio di Messina. Formica, al quarto mandato, durante la legislatura appena conclusa ha presentato nove disegni di legge come primo firmatario e 29 come cofirmatario, di cui quattro sono stati poi convertiti in altrettante leggi regionali. Fermo oppositore dell’operato del Governo Lombardo, alla luce del ribaltone che ha consegnato la maggioranza alle forze di centrosinistra, è stato l’autore del testo di legge sulle norme per le concessioni demaniali finalizzate alla realizzazione della portualità in Sicilia. Ha già promosso la sua ricandidatura alle prossime regionale e il sostegno al candidato presidente Nello Musumeci.

Luca Mangogna

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Un Commento

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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