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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Di Benedetto, Di Mauro e Dina

Nuovo capitolo della nostra inchiesta sul lavoro dei parlamentari all’Ars nel corso della legislatura che si sta per concludere. Questa volta è il turno di Giacomo Di Benedetto del Pd, da qualche mese sindaco del Comune di Raffadali, eletto nel collegio di Agrigento con 7.311 voti.

L’onorevole Di Benedetto

È membro della commissione al Bilancio e Programmazione, del comitato per la qualità della legislazione e della commissione d’indagine sul piano di informatizzazione della Regione. Di Benedetto, durante il suo mandato, ha presentato due disegni di legge come primo firmatario e 60 come cofirmatario, di cui quattro sono poi effettivamente convertiti in legge, battendosi in particolar modo per evitare il processo migratorio dei siciliani e per una maggiore cooperazione internazionale nello sviluppo e nella solidarietà, per i quali ha presentato degli appositi ddl. Ha presentato altresì un’interrogazione parlamentare per chiedere interventi a sostegno dei lavoratori dell’Italcementi di Porto Empedocle. È stato inoltre uno dei deputati che più si è opposto all’appoggio del suo partito al Governo Lombardo. Non dovrebbero esserci dubbi per una sua eventuale candidatura.

Uomo forte del partito di Lombardo nell’agrigentino ed ex sindaco della città dei Templi fra il 1988 e il 1993, Roberto Di

L’onorevole Di Mauro

Mauro, eletto nelle liste dell’Mpa del collegio di Agrigento con 9.926 voti, è stato anche assessore nelle prime tre Giunte di questa legislatura con delega al Commercio prima, al Bilancio poi e infine al Territorio, quando ha concluso la sua esperienza di governo nel settembre del 2010 ed è entrato a far parte della commissione all’Ambiente e a quella d’indagine sul piano d’informatizzazione del territorio. Ha presentato tre disegni di legge come primo firmatario e 18 come cofirmatario, di cui cinque convertite in altrettante leggi regionali. È stato fra i promotori del ddl che disciplina le incompatibilità fra i ruoli nelle giunte locali e la loro eleggibilità. Fedelissimo di Lombardo e convinto autonomista, ha sempre sostenuto l’operato del governo regionale, anche dopo aver abbandonato l’assessorato, ed è certa la sua ricandidatura.

L’onoevole Dina

Si avvia a concludere il suo terzo mandato all’Ars, Nino Dina, medico palermitano originario di Vicari, che, eletto nelle liste dell’Udc del collegio di Palermo con 25.292 voti, dopo aver lasciato il suo partito nell’ottobre del 2010 per aderire al Pid, vi è ritornato giusto un anno dopo per contrasti con il vertice del sodalizio guidato da Saverio Romano. Segretario della commissione alla Cultura e membro di quella al Bilancio e della commissione d’indagine sulla Formazione professionale, ha presentato due disegni di legge come primo firmatario e 46 come cofirmatario, di cui sei convertite in legge, fra le quali quella, promossa in prima persona, sull’istituzione delle Unità operative delle professioni sanitarie. Sicura la sua ricandidatura.

Luca Mangogna

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2 commenti

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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