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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? D’Aquino, D’Asero e De Benedictis

Decimo appuntamento con la nostra inchiesta che mette a fuoco l’attività dei parlamentari siciliani durante la quindicesima legislatura dell’Ars. Giungiamo adesso a occuparci di Antonio D’Aquino, che eletto con 9.372 voti nel collegio di Messina è successivamente passato nel gruppo parlamentare dell’Mpa.

D’Aquino, ricercatore universitario con laurea in medicina, 47 anni, è al quarto mandato, ma durante la legislatura non ha avuto modo di prendere parte attiva poiché è entrato in carica definitivamente soltanto dopo la decisione dell’Assemblea di dichiarare, il 26 giugno scorso, decaduto Giuseppe Buzzanca in virtù del doppio incarico che deteneva, essendo già sindaco di Messina. Già a gennaio era entrato provvisoriamente a far parte del parlamento siciliano in quanto supplente del sospeso, causa provvedimenti giudiziari, di Roberto Corona. Due i disegni di legge presentati come cofirmatario, nessuno è divenuto legge. Molto probabile una sua ricandidatura.

12 disegni di legge come primo firmatario e 29 come cofirmatario, di cui tre convertiti in legge, è invece il bilancio del

L’onorevole D’Asero

catanese Nino D’Asero del Pdl. D’Asero è stato eletto con 17.617 nel collegio della sua città, ed è vice presidente della commissione al Bilancio e programmazione, nonché componente di quella sulla verifica dei poteri. È stato l’autore del ddl che ha destinato risorse agli enti locali, fra cui i fondi per il riassetto del centro storico di Agrigento, l’aeroporto di Comiso e la ricostruzione di Scaletta Zanclea. Coinvolto in una vicenda giudiziaria risalente all’epoca in cui era assessore a Catania, poi risoltasi con un proscioglimento, si è battuto per dare aiuti alle imprese e ai lavoratori svantaggiati con un ddl apposito poi pubblicato in Gurs. Certa la sua ricandidatura.

L’onorevole De Benedictis

Giunto alla terza legislatura, Roberto De Benedictis, è stato eletto nelle liste del Pd del collegio di Siracusa con 8.129 voti. Membro della commissione ai Servizi sociali e sanitari e di quella d’indagine suel piano dell’informatizzazione della Regione Siciliana, ha presentato quattro disegni di legge come primo firmatario e 61 come cofirmatario, di cui tre sono stati convertiti in altrettante leggi regionali. De Benedictis, ingegnere e vice capogruppo del Pd, s’è battuto per la riqualificazione dell’area industriale di Priolo, per cui ha attaccato duramente Lombardo sulla vicenda del rigassificatore, mentre si è opposto alla destinazione del fondo riserve per gli enti locali. Anche lui correrà per prendere parte al prossimo mandato.

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Luca Mangogna

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Un Commento

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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