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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Cristaudo, Currenti, D’Agostino

L’onorevole Cristaudo

Nuovo appuntamento della nostra rassegna sul lavoro dei deputati siciliani all’Ars. Ad aprire le danze in questa tornata è Giovanni Cristaudo, eletto nelle liste del Pdl presso il collegio di Catania con 13.008 voti e ora transitato nel gruppo di Mps, il movimento fondato e capitanato da Riccardo Savona. Cristaudo, membro della commissione sull’esame delle attività delll’Unione Europea, non ha presentato nessun disegno di legge come primo firmatario, mentre ne è stato cofirmatario di 10, ma nessuno di questi è stato tramutato in legge regionale. Il deputato catanese s’è fatto notare nel corso di questa legislatura più per i passaggi di casacca che per l’attività vera e propria. Uscito dal Pdl ha infatti prima aderito al nuovo movimento di Micciché, senza però farne ufficialmente parte, e poi ha preso le parti della formazione filogovernativa di Mps. Coinvolto nell’inchiesta Iblis, ha subìto un rinvio a giudizio per il processo che dovrebbe tenersi a ottobre. Al momento sembra esclusa una sua ricandidatura.

Altro transfuga del Pdl è il finiano Pippo Currenti, eletto nel collegio di Messina con 11.185 voti e poi confluito in Fli,

L’onorevole Currenti

dopo la scissione degli esponenti vicini all’ex segretario di Alleanza Nazionale. Vice presidente della commissione Ambiente e Territorio e componente di quella su Cultura, Formazione e Lavoro, non ha presentato nessun disegno di legge come primo firmatario e 39 come cofirmatario, di cui tre sono poi stati effettivamente convertiti in legge. Currenti, assessore al Turismo e vice sindaco di Giardini Naxos, negli ultimi tempi ha tentato una mediazione per porre rimedio all’emergenza trasporti nelle Isole minori e ha già annunciato la sua candidatura alle prossime regionali.

L’onorevole D’Agostino

Neo capogruppo dell’Mpa, Nicola D’Agostino, catanese, 44 anni, è uno dei giovani pupilli del presidente Raffaele Lombardo e fra i volti emergenti del partito del governatore uscente. Eletto nelle liste dell’Mpa presso il collegio di Catania con 15.367 voti, è segretario della commissione Bilancio e programmazione. Nel corso della sua attività di parlamentare ha presentato un disegno di legge come primo firmatario e 20 come cofirmatario, di cui tre sono stati convertiti in legge. Convinto autonomista, ha promosso l’insegnamento del dialetto siciliano nelle scuole e l’iniziativa “compro siciliano” a tutela dei prodotti isolani ed è stato uno dei promotori del sit-in contro i provvedimenti del commissario dello Stato. Certa la sua ricandidatura nel nuovo Partito dei Siciliani.

Luca Mangogna

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3 commenti

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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