PoliticaPrimo Piano

Cos’hanno fatto all’Ars? Spampinato, Speziale e Termine

Palazzo dei Normanni
Foto di Carlo Columba (http://www.flickr.com/photos/lorca/)

Ultimo capitolo della nostra inchiesta che ha analizzato la quantità e la qualità dell’attività legislativa dei 90 deputati siciliani nel corso della quindicesima legislatura dell’Ars, conclusa ormai da due settimane. Cominciamo questo nostro ultimo appuntamento parlando di Giuseppe Spampinato, dimissionario assessore alla Famiglia e al Lavoro, che ha appena lasciato l’incarico assunto in Giunta nel maggio scorso per dedicarsi attivamente alla campagna elettorale per la sua rielezione. È stato un mandato (il secondo) abbastanza breve quello di Spampinato. Entrato a far parte del Governo regionale, come detto, in maggio, a seguito dell’ennesimo rimpasto voluto da Lombardo, è subentrato solo a giugno all’Ars al posto del dimissionario Antonino Di Guardo, che ha dovuto lasciare l’incarico per incompatibilità di cariche, essendo appena stato eletto sindaco del Comune di Misterbianco. Nessun disegno di legge presentato dall’ormai ex assessore, che si presenterà alle prossime elezioni come candidato nella lista dell’Api, il movimento di Rutelli dove Spampinato è transitato dopo aver lasciato il Pd.

Veterano dell’Ars, essendo arrivato al termine del suo quinto mandato, Lillo Speziale è stato eletto nelle liste del Pd con 8.552 voti conseguiti nel collegio di Caltanissetta. Presidente della commissione Antimafia e membro di quelle agli Affari istituzionali  e al regolamento, Speziale ha presentato 13 disegni di legge come primo firmatario e 62 come cofirmatario,  di cui cinque sono stati poi trasformati in altrettanti leggi. È autore del discusso testo di legge che ha di fatto tutelato le pubbliche amministrazione dalle infiltrazioni della criminalità organizzata, nonché del ddl, non attuato, sulla soppressione delle province e la loro costituzione in liberi consorzi di comuni. Sempre molto attivo nel campo dell’antimafia, in tempi recenti il suo nome è rimbalzato agli onori della cronaca, perché aveva promosso l’emendamento anticorruzione al ddl blocca nomine che è stato affossato in assemblea dallo scrutinio segreto. Nonostante abbia superato il limite previsto di tre mandati dallo statuto del suo partito, l’assemblea del Pd ha votato sì alla deroga e il suo nome sarà fra i candidati nelle prossime elezioni regionali.

Eletto nelle liste del Pd con 7.940 preferenze ottenute nel collegio di Enna, Salvatore Termine, alla seconda legislatura all’Ars, è stato componente della commissione Ambiente e Territorio, di quella sulla verifica dei poteri, e di quella d’esame sulle attività dell’Unione Europea. Uno il disegno di legge presentato come primo firmatario, sull’istituzione delle aziende di promozione turistica, e 65 quelli presentati come cofirmatario, quattro dei quali sono stati convertiti in legge. In forte contrasto con il segretario regionale del suo partito, Giuseppe Lupo al quale ha minacciato anche una querela per danni d’immagine, è stato fra i membri della sua formazione più favorevoli al sostegno dato al Governo Lombardo, nonché sostenitore convinto della recente alleanza con l’Udc. Dopo una querelle legata al mancato rinnovo della sua tessera di partito, Termine ha avuto incarico col collega Galvagno di formare la lista Crocetta nel collegio della sua provincia, dove dovrebbe essere il capolista.

Luca Mangogna

Puntate precedenti:

                                                                                                                                                                                                    

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Un Commento

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.