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Cos’hanno fatto all’Ars? Raia, Scammacca Della Bruna, Scoma e Vitrano

Sala D’Ercole

Continuiamo con la nostra inchiesta che scandaglia l’attività legislativa dei parlamentari siciliani, durante la quindicesima legislatura da poco conclusa, e in attesa delle prossime elezioni che rinnoveranno l’Ars il 28 e il 29 ottobre prossimi. Ad aprire questo nuovo capitolo della rassegna è Concetta Raia, eletta nelle liste del Pd del collegio di Catania con 8.650 voti. Componente della commissione Antimafia e di quella all’Ambiente e Territorio, ha presentato nove disegni di legge come prima firmataria e 69 come cofirmataria, di cui quattro hanno terminato il loro iter legislativa e sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale, divenendo leggi regionali. Fra le sue iniziative vanno segnalati due ddl, uno sulle norme in materia di rappresentanza di genere nelle amministrazioni locali e regionali e un altro su interventi proposti contro il fenomeno della violenza sulle donne. Partita la campagna per la sua rielezione.

Eletto nelle liste del Pdl, ma successivamente transitato nelle fila dell’Mpa, Guglielmo Scammacca Della Bruna, ha ottenuto 12.991 preferenze nel collegio di Catania. Decisamente modesta la sua attività legislativa. Membro della commissione al Bilancio, non ha presentato nessun disegno di legge come primo firmatario (e appena uno nel suo precedente mandato) e 14 come cofirmatario, due dei quali sono poi stati convertiti in altrettante leggi. Grande estimatore di Lombardo, lasciò il suo vecchio partito e dopo un primo avvicinamento al movimento sicilianista di Miccichè, aderì alla formazione del governatore uscente. Imprenditore di origini nobili, re del settore delle cliniche private nel Catanese, pare aver rinunciato alla sua ricandidatura.

Ex assessore al Lavoro e alla Famiglia nella prima Giunta Lombardo, Francesco Scoma è stato eletto nelle fila del Pdl, con 17.160 voti conseguiti nel collegio di Palermo. Componente della commissione ai Servizi sociali e sanitari e già assessore all’epoca del governatore Totò Cuffaro, Scoma, al quarto mandato all’Ars, ha presentato quattro disegni di legge come primo firmatario e 33 come cofirmatario, di cui però solo due sono poi divenuti effettivamente leggi regionali. Figlio di Carmelo, ex sindaco di Palermo negli anni 70, già  coordinatore provinciale del Pdl palermitano e vicesindaco del capoluogo ai tempi di Cammarata, spesso al centro di discussioni in virtù delle vicende giudiziarie che hanno colpito esponenti politici della sua famiglia, dopo l’uscita dalla maggioranza è stato fra i più critici e aspri contestatori dell’operato della Giunta Lombardo. Aperta la campagna per la sua rielezione.

Uno dei nomi più discussi durante la quindicesima legislatura è senz’altro quello di Gaspare Vitrano. Eletto nelle liste del Pd con 13.450 voti ottenuti nel collegio di Palermo, dove era risultato il più eletto, Vitrano è stato espulso dal suo partito in virtù delle gravi vicende giudiziarie che lo hanno colpito e decretato l’arresto, nel marzo 2011, in virtù del cosiddetto “scandalo del fotovoltaico”, accusato di aver preso una mazzetta in cambio della velocizzazione di alcune pratiche. Prima del ciclone giudiziario aveva presentato otto disegni di legge come primo firmatario e 69 come cofirmatario, otto dei quali sono poi stati convertiti in legge. Esclusa una sua ricandidatura.

Luca Mangogna

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Un Commento

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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