Cronaca

Cosa Nostra, affari in calo. Nel 2011 “solo” 2 miliardi di ricavi

Anche le associazioni criminali “contribuiscono”a loro modo all’economia dell’Itali. Basta osservare i loro ricavi inerenti all’anno 2011, in calo proporzionalmente alla crisi che ha colpito il nostro Paese. Le organizzazioni siciliane hanno incassato 1,9 miliardi di euro con le loro attività, corrispondenti a circa due terzi del fatturato di camorra e ‘ndrangheta. Il totale complessivo degli incassi ammonta a 25,7 miliardi pari all’1,7% del Pil nazionale. Il primato spetta alla Camorra con 3,750 miliardi di euro, seguita dalla ‘Ndrangheta con 3,491 miliardi e come detto da Cosa Nostra con quasi 1,9 miliardi.

I dati sono il risultato del rapporto tra i beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali nelle regioni dell’Obiettivo convergenza. La ricerca effettuata analizza inoltre le forme di investimento adottate dalle mafie per reinvestire i loro capitali illeciti: 52% del tesoro era utilizzato per acquistare immobili, 21% per beni mobili registrati (veicoli ed imbarcazioni) e il 9% in aziende.

A commentare questi dati ci ha pensato Alessandro Marangoni, vice capo della Polizia, secondo cui “a prescindere dalle dimensioni del fenomeno, l’accaparramento di beni da parte delle organizzazioni criminali è comunque grave. Il segnale forte che lo Stato lancia sta nella sua capacità di affondare le mani nelle tasche dei mafiosi per restituire i beni da essi illecitamente maturati alla società civile”.

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