Cronaca

Corteo in ricordo di Peppino Impastato a 35 anni dalla morte

Stamane è partito il corteo degli studenti a Cinisi in memoria di Peppino Impastato, giornalista e attivista ucciso dalla “montagna di merda” ben 35 anni fa, la notte tra l’8 e il 9 maggio, in una cascina nei pressi di Cinisi. A questo primo corteo, composto da studenti provenienti da tutte le regioni d’Italia seguendo i celeberrimi cento passi che dividevano la casa di Peppino da quella del mafioso Gaetano Badalamenti, se ne è aggiunto un altro in cui si sono schierati sindaci e imprenditori. La Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha fatto pervenire una lettera al fratello di Peppino, Giovanni Impastato, che si batte per onorare la memoria dell’eroico fratello. Nel messaggio scritto dalla Boldrini si legge: “Sono tanti 35 anni. Una vita, ormai, dal giorno in cui Peppino Impastato venne ucciso.

Consola però notare come, anno dopo anno, la sua figura sia diventata sempre più un punto di riferimento per le nuove generazioni in cerca di riscatto. Lo è soprattutto per coloro che, vivendo in territori difficili, a lui si ispirano per isolare mentalità e comportamenti mafiosi. Perché è stata questa la forza rivoluzionaria di Peppino Impastato: mettere all’angolo Cosa Nostra con un’arma di certo inedita per l’epoca, l’ironia. Meglio sarebbe dire la derisione. Ridicolizzare i rituali di cosa nostra e i suoi uomini oggi è una strategia contro la mafia. Allora era un atto eroico; Peppino lo sapeva, sapeva di andare incontro a morte certa. Ma questo non lo ha fermato, così come non si sono mai fermati, nella loro ricerca di verità e giustizia, i familiari e gli amici. La madre, la signora Felicia – che è ancora nel cuore di tutta Italia – e il fratello Giovanni. Certo, i boss che ordinarono la morte di Peppino non avevano messo in conto che, 35 anni dopo, lui sarebbe stato ancora un simbolo”.

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