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Convivenza: quando affrontarla?

Quando ci si innamora, si ha la tendenza a voler vivere tutto e subito, specialmente per tutti coloro che hanno conosciuto l’amore in tarda età. In quest’ultimo caso diventa quasi un’esigenza che si traduce in una precoce e ridotta convivenza, con la paura che tale decisione possa essere fatale per il rapporto; ma un sondaggio di Eliana Monti, effettuato su un campione di iscritti al club per single ha dimostrato che dalla poca convivenza derivano storie più durature.

Conoscersi meglio prima a distanza o farlo insieme dopo? Un interrogativo che affligge la maggior parte delle coppie che iniziano a sentire l’esigenza di condividere tutto, a cominciare da una casa, ma questa è una decisione tutt’altro che facile, e nella maggior parte dei casi viene presa dopo attente ed accurate riflessioni. Solitamente si è portati a trascinare la propria relazione allontanando sempre di più il momento della fatidica convivenza: “e se poi non funziona?” è la domanda che nasce nei cuori e nella mente di tutti; ma a questo punto non è meglio verificarlo subito?

La pensa così il 45% dei partecipanti al sondaggio del club per single Eliana Monti, ritenendo che anticipare la convivenza è il modo migliore per far durare un rapporto, in tal modo si ha da subito la possibilità di verificare se le basi di un rapporto ci sono, per poi avere la possibilità di saldarle insieme, sotto lo stesso tetto. Se poi il rapporto è giovane, e non dura da anni è ancora meglio, perché si ha l’opportunità di crescere insieme e plasmare i propri bisogni con quelli del partner.

Il 32% si dimostra “sentimentalmente pigro”, rimandando nel tempo una convivenza ritenendo questo sia il modo giusto per affrontare una relazione: ognuno a casa sua, con le proprie liberta e con i propri segreti ben nascosti. Restii a condividere, perché la convivenza è anche e soprattutto condivisione, credono sia più semplice e sicuro conoscere in modo approfondito il proprio partner prima di dividere bagno, cucina e camera da letto. Alcuni non riescono a rinunciare alle proprie abitudini e alla propria autonomia, altri invece hanno semplicemente paura, temono che affrettando le cose, il sentimento ne possa alla lunga risentire.

Il 20% ritiene che la decisione di affrettare o posticipare una convivenza non sia influente sui risvolti di una relazione; sostenendo che non è certo il tempo a poter interferire nei rapporti di coppia. Il restante 3% si dichiara totalmente contrario alla possibilità di una convivenza; pur credendo fortemente nell’amore e nel potere delle relazioni, sostiene che la convivenza sia deleteria per qualsiasi tipo di rapporto a due, preferendo dunque portare avanti una storia senza il bisogno di condividere lo stesso tetto.

“L’importante è capire le proprie esigenze e quelle del partner; affrontando l’argomento convivenza e mettendo a nudo le proprie eventuali preoccupazioni, si raggiungerà insieme un accordo e tutto risulterà più facile”, conclude la signora Monti.

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