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Convention “Ricostruttori” a Palermo. Fitto: “Berlusconi ristabilisca la democrazia nel partito

Alla manifestazione dei fittiani a Palermo, organizzata dall’ex ministro berlusconiano delle Politiche agricole Saverio Romano, l’europarlamentare Raffaele Fitto chiede ancora la legittimazione popolare per la leadership di Forza Italia

Raffaele Fitto

Si fanno chiamare i “Ricostruttori” perché credono nella ricostruzione mattone su mattone del centrodestra, diviso a Roma come in Sicilia. E oggi Saverio Romano, l’ex ministro delle Politiche agricole del governo Berlusconi, uno dei malpancisti del cerchio magico del leader di Forza Italia organizza nel suo quartier generale, Palermo, la convention per Fitto in risposta alla manifestazione degli azzurri tenutasi in contemporanea a Bari.

La polveriera che è ormai Forza Italia rischia di esplodere. Molto presto, anche prima che vengano presentate (entro il 10 aprile) le liste per le Regionali di maggio.

Ad accendere la miccia potrebbe essere lo stesso Fitto, per quella che lui ritiene solo «una mossa di difesa» rispetto all’«aggressione» fatta di «minacce», «epurazioni», «commissariamenti» nel partito verso chiunque condivida la sua battaglia, portata avanti a forza di incontri in tour per l’Italia, ieri Napoli, oggi Palermo, sabato prossimo nella sua Bari.

Il dissidente Fitto e “l’amico di sempre, a prescindere dalla militanza nella Balena bianca, Romano” chiedono, ormai è il refrain, la legittimazione popolare per la leadership del partito. Lancia subito un avvertimento a Berlusconi che “ ha due opzioni: o rinchiudersi in un bunker con i suoi, oppure ristabilire la democrazia interna nel nostro partito. Vogliamo primarie fatte con regole certe- dice dal palco Fitto- perché non si può più prescindere dalla legittimazione popolare. Basta con i candidati nominati”.

Nel capoluogo siciliana ha fatto il pienone, la sala dell’ex cinema Fiamma era stracolma, al punto che qualche invitato come Alessandro Albanese e Giuseppe Todaro, presidente degli industriali di Palermo il primo e responsabile della legalità in Confindustria il secondo, lasciano la manifestazione prima della conclusione.

L’europarlamentare getta acqua sul fuoco delle polemiche sulla sua presenza ad una manifestazione dei Ricostruttori a Palermo, organizzata secondo i “detrattori”  per sabotare l’incontro di Forza Italia in Puglia: “Questo nostro appuntamento palermitano è stato organizzato più di 20 giorni fa, non c’è nessuna intenzione polemica, vogliamo solo ribadire la volontà di parlare di contenuti: dalla questione dell’immigrazione, a quella dell’Europa. Oggi, ho ribadito un secco no alla legge elettorale ed alle riforme costituzionali. Un voto a favore dell’Italicum da Forza Italia sarebbe infatti paradossale. Abbiamo votato alla Camera una legge elettorale che al Senato è stata totalmente stravolta con un errore clamoroso e mi sembra che la posizione del partito negli ultimi giorni si sia sostanzialmente consolidata per un voto contrario”.

E Romano, uno dei due allievi di Calogero Mannino, che però era assente, esprime grande soddisfazione per la partecipazione al’evento, che ha riservato non poche sorprese per delle presenze del tutto inattese. Come quella dell’ex Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio (Ncd), il partito che sta al governo con Renzi e verso il quale Fitto rivendica una “ferma opposizione”. Cascio, con le stampelle al seguito, è seduto in prima fila accanto a Nello Musumeci, capo dell’opposizione a Palazzo dei Normanni, e a Rudy Maira, ex deputato regionale dell’Udc. Presente anche un altro ex deputato come Raffaele Sanzarello, e ancora Pippo Enea.

Tutti amici, per riformare un partito che oggi è al 10% (i 13 milioni di voti del 2008 sono un lontano ricordo) e per ricostruirlo simbolicamente dalle sue macerie. “Un grande entusiasmo oggi a Palermo- ha detto ai giornalisti Romano- registriamo il forte consenso che riscuote il progetto di noi Ricostruttori, di Raffaele Fitto e dei suoi tanti amici. C’e’ una grande domanda di confronto e di partecipazione. Parliamo di contenuti, di cose da fare: fisco e sviluppo, sicurezza sociale, pmi, imprese, famiglia, lavoro. Su questi temi vogliamo offrire la nostra ricetta. Qui in Sicilia la situazione è disastrosa: abbiamo un presidente della Regione incapace e inadeguato che ha gestito in modo fallimentare la Regione. A livello nazionale dobbiamo recuperare spazio e proposta politica. Noi abbiamo iniziato un percorso. La presenza massiccia di oggi è un ulteriore incoraggiamento”.

E intanto Silvio Berlusconi fa un appello «all’unità del centrodestra, o finiremo per regalare il Paese a Renzi». Sì perché sulle alleanze si prevedono non pochi guai. Se la Repetti dice no alla Lega e chiede di «recuperare il rapporto con Renzi» e Gasparri avverte che «non si può subire dalla Lega, bisogna reagire», Giovanni Toti spiega che «nulla è ancora deciso» e nessuno si può scegliere i candidati da solo, come fa Salvini.

La previsione comunque è che, se Tosi si candiderà in Veneto e l’Ncd lo appoggerà, FI chiuderà con Zaia in Veneto e i centristi in Campania, lasciando al Carroccio anche la presidenza della Liguria purché i toni si facciano meno aggressivi. Berlusconi è convinto infatti che il rapporto essenziale è quello con Salvini, forte di molti più consensi di Alfano.

Marina Pupella

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