Cronaca

Nasce l’associazione dedicata a Placido Rizzotto

Lucia Omezzoli e Vincenzo Figuccia
(foto di Luca Mangogna)

“Il mio lavoro è quello di continuare l’opera di mio zio”. Così Lucia Omezzoli, pronipote di Placido Rizzotto, presenta l’associazione intitolata al sindacalista barbaramente ucciso dalla mafia nel 1948, dopo aver portato avanti l’impegno in favore dei contadini e contrastato così il potere dei latifondisti di Cosa Nostra. “Metterò in campo tutto l’impegno possibile per portare avanti i suoi valori”, ha aggiunto.

La scopo dell’associazione è quello di divulgare il messaggio di legalità, libertà, diritto e lavoro che il sindacalista corleonese trasmetteva già nel secondo dopoguerra. Un messaggio più che mai moderno e quantomai attuale. Non solo ricordare le gesta di Rizzotto, ma di fatto mettere in atto le sue idee e il suo messaggio, per soppiantare sul nascere ogni parvenza di cultura mafiosa, specie fra i più giovani.

Nel corso dell’incontro, moderato dal sociologo Vincenzo Figuccia, si sono susseguite le testimonianze di operatori del settore dell’associazionismo che hanno raccontato le loro esperienze e dato il loro supporto a Lucia Omezzoli per l’inizio di questa sua nuova e importante iniziativa.

Toccante è stato il ricordo che ha lasciato Edoardo Romano, “il giovane ingegnere”, come lo chiamava Rocco Chinnici.

Romano, presidente dell’associazione Spazio Libero 2007 e organizzatore delle notti bianche della legalità a Misilmeri, il suo paese d’origine, lo stesso del compianto magistrato. Romano, oltre a puntare il dito contro la retorica fasulla dell’antimafia (riferendosi in particolar modo al caso di Gaspare Vitrano), ha ricordato del suo ultimo incontro con Giovanni Falcone.

“Lo rividi in Tribunale dopo molto tempo e lo salutai con un buongiorno – ha raccontato Romano – ma lui mi rispose: “Ingegnere, cos’ha di buono questo giorno?”. Lo vidi scomparire da dietro una porta, e quella fu l’ultima volta che lo incrociai”.

Chi parla di antimafia per me non ha capito nulla – osserva invece Francesco Brancato, presidente del centro “Don Pino Puglisi” – Perché l’antimafia presuppone l’accettazione di una cosa negativa che invece non deve esistere. Noi siamo la normalità e la legalità ed è di questo che dobbiamo parlare”.

Figuccia ha inoltre rivelato che l’associazione Rizzotto voluta da Lucia Omezzoli entrerà a far parte di un network con le altre associazioni presenti all’incontro e la prima iniziativa di questa nuova rete, sarà quella di  far partire un’istanza al sindaco e ai dirigenti scolastici, attraverso il Provveditorato,  per mettere in tutte le biblioteche degli istituti comprensivi e quella comunale,  in modo tale da dedicare uno spazio importante alla legalità. Uno scaffale dove tenere i libri che hanno come oggetto questo tema. “Un piccolo gesto, un simbolo perché pensiamo che i libri, soprattutto per i più giovani, possano essere il mezzo più semplice per far passare determinati messaggi”, ha concluso Figuccia.

Altra iniziativa proposta da Figuccia è quella di avviare un protocollo d’intesa con la Prefettura e il Provveditorato, attraverso il coinvolgimento delle scuole e di Lucia Omezzoli in prima persona, per un’opera di promozione dell’associazione e del ricordo delle gesta di Placido Rizzotto.

                                                                                                                                                                                                                 Luca Mangogna

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