Politica

Regionali, i 10 punti della Confesercenti

Sicilia. Elezioni Regionali 2012 ( foto da Internet)

Di seguito si riporta il comunicato relativo alle richieste  presentate dalla Confesercenti Sicilia ai candidati alla Presidenza della Regione Sicilia.

Dieci punti. Dieci suggerimenti per contribuire alla possibile svolta. La Sicilia è una terra dalle grandi potenzialità. In questi anni, però, abbiamo assistito all’azione di una politica sorda, lontana anni luce dalle esigenze dei cittadini. I costi insopportabili, gli sprechi e i privilegi che tanto e giustamente indignano costituiscono l’inevitabile approdo per una classe dirigente che, salvo isolate eccezioni, ha lavorato per se stessa, nonostante i proclami e gli annunci delle infuocate campagne elettorali.

Oggi ci risiamo. Siamo entrati, ancora una volta, nei giorni caldi che precedono le elezioni del nuovo Parlamento regionale e del nuovo governatore. Confesercenti Sicilia non vuole assistere da spettatrice passiva. L’organizzazione vuole dire la sua. Aprirsi al confronto, nella speranza che ci si trovi davvero di fronte ad una una nuova fase della politica siciliana.Ecco perché, ci rivolgiamo a tutti i candidati alla Presidenza. Vogliamo affidare loro le nostre proposte, i nostri suggerimenti. Li abbiamo riassunti in dieci punti, ma siamo pronti ad entrare nel dettaglio se ci saranno persone pronte ad ascoltare la voce di migliaia di associati. Non parliamo, infatti, a titolo personale, ma in nome e per conto di tutti coloro che hanno scelto, e sono sempre di più nonostante il momento di crisi, di associarsi alla nostra organizzazione. La politica si faccia avanti.

ACCESSO AL CREDITO

Resta pericolosamente in ballo un articolo di legge che va contro gli interessi degli imprenditori. Che aumenta i costi per l’accesso al credito e rischia di strozzare le già vessate piccole e medie imprese siciliane. La Confesercenti siciliana punta il dito contro l’art.11 comma 55 della legge regionale n.26 del 9 maggio 2012 che prevede l’eliminazione della possibilità di utilizzare la garanzia diretta del Fondo Centrale di Garanzia da parte delle banche, privilegiando il solo circuito dei Confidi. Una scelta che mina lo strumento degli interventi agevolativi pubblici nazionali a favore delle imprese siciliane. L’abrogazione del articolo 11 comma 55 ripristinerebbe l’inserimento delle banche tra i soggetti abilitati ad operare con il Fondo Centrale, evitando la creazione di un regime di monopolio.

IMPOSIZIONE A LIVELLO LOCALE

Negli ultimi anni i tagli in bilancio e la minore disponibilità di risorse a disposizione degli Enti locali hanno provocato l’aumento delle tariffe a controllo locale: dallo smaltimento dei rifiuti ai costi dell’acqua potabile. Serve, dunque, un riordino complessivo del sistema fiscale. Il taglio di impose al livello centrale non può corrispondere a incrementi, anche più che proporzionali, a livello locale.

SEMPLIFICAZIONE TRIBUTARIA

Semplificazione tributaria, diminuzione degli adempimenti e tassazione ridotta: sono queste le tre mosse che si ritengono necessarie in tema di tributi. Mosse che vanno applicate in una più generale revisione del sistema. Da anni consideriamo decisive la tassazione forfettaria e semplificata delle imprese che operano in condizioni di marginalità economica.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

L’evasione fiscale crea concorrenza sleale e altera il mercato. Basta alla spettacolarizzazione con cui vengono diffusi i dati sulla chiusura degli esercizi commerciali e sulle percentuali di irregolarità nell’emissione degli scontrini e delle ricevute: il rischio è quello di concentrare i controlli solo nei confronti delle imprese regolari. Chi sbaglia deve pagare, ma è opportuno ricordare che esiste un mondo di sottofatturazioni o di mancanza di fatturazione che va stanato.

LOTTA ALL’ABUSIVISMO COMMERCIALE

A fianco dei nostri negozi, nelle spiagge, nelle località turistiche c’è sempre qualcuno che vende un prodotto taroccato. La lotta alla vendita abusiva dei marchi contraffatti non può essere lasciata all’iniziativa del singolo commerciante o agli estemporanei controlli delle forze di polizia municipale.

LOTTA AL LAVORO SOMMERSO

Anche il lavoro sommerso è una forma di concorrenza sleale. L’azione di contrasto deve essere spinta da una pluralità di interventi, non solo di natura repressiva. Ecco perché servono incentivazione come la fiscalità di vantaggio.

RIQUALIFICAZIONE DEI CENTRI URBANI

Bisogna investire nella riqualificazione territoriale e nel potenziamento infrastrutturale dei centri urbani. Il futuro della piccola e media impresa passa dal rilancio del ruolo delle città. Bisogna dare vita ai “centri commerciali naturali” e metterli nelle condizioni di competere con i centri commerciali integrati. Ed, invece, ormai da anni si corre dietro all’illusione che nella grande distribuzione organizzata i prezzi siano migliori del commercio tradizionale.

DESTAGIONALIZZARE IL TUIRISMO

In una terra come la Sicilia che dovrebbe vivere di turismo bisogna innanzitutto prevedere la destagionalizzazione dell’offerta turistica. Di recente è entrata in vigore la legge che prolunga la stagione balneare. Non basta. Le strutture ricettive lungo i nostri litorali devono potere operare tutto l’anno. Solo così si potrà veramente vivere di turismo.

SICUREZZA E LEGALITA’

Sicurezza e legalità sono alla base della serenità delle piccole e medie imprese. Oltre al contrasto della criminalità organizzata, che da sempre soffoca l’economia pulita, bisogna incentivare la lotta microcriminalità che infastidisce e crea allarme sociale. Pensiamo, dunque, a dei protocolli di intesa fra gli organi dello Stato, quelli di polizia e i commercianti. Pensiamo ad uno scambio continuo di informazioni, ad un’analisi dei fatti criminosi per la definizione di piani mirati di intervento da parte delle forze dell’ordine.

INFRASTRTUTURE

Concludiamo con una domanda secca: da quanto tempo non si lavora ad una grande infrastruttura nell’Isola? Tanto, troppo tempo. È ora di avviare una nuova fase di investimenti.

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