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Concorsone della scuola: in Sicilia sarà più difficile vincerlo

Concorso a cattedra. Foto Internet

Dal risultato che affiora dai dati forniti dal Ministero dell’Istruzione per quanto riguarda il concorso della scuola, chi ha scelto di concorrere nelle regioni con più posti disponibili avrà sicuramente meno chances di ottenere un posto di lavoro, poiché dovrà confrontarsi con un maggior numero di rivali.

Il boom di domande, soprattutto in queste regioni, va oltre ogni aspettativa ed evidenzia quanto sarà difficile ottenere un posto in cattedra laddove ce ne sono di più.

La media italiana è di un posto ogni 28 candidati, in totale gli iscritti sono stati 321.210.
L’80% è composto da donne, mentre l’età media dei partecipanti è 38,4 anni: il 50% ha un’età compresa tra i 36 e i 45 anni, il 35% ha meno di 35 anni, il 14% ha tra i 46 e i 55 anni e quasi l’1% ha più di 55 anni.

In Sicilia, in particolare, sono a disposizione 1.194 posti, mentre le domande arrivate 46.000: solo un candidato su 38 riuscirà ad ottenere un posto da insegnante nella scuola pubblica italiana.

Anche in Campania vi è un’alta difficoltà media di ottenere il posto di lavoro desiderato.
La regione ha registrato il più alto numero di richieste (56.773) e per ogni cattedra ci saranno 34 aspiranti docenti, ma con un maggior numero di posti disponibili (1.658).

Altrettante domande anche in Veneto: in 16.000 si contenderanno solo 509 posti disponibili

Ma troviamo regioni in cui ottenere un posto in cattedra sarà meno difficile: per esempio, in Basilicata dove sarà un partecipante su 16 a firmare il contratto; o in Molise, uno su 18. In regioni come Friuli ed Umbria, invece, su 2.081 aspiranti lavoratori ce la faranno in 103 (uno ogni 20). La Liguria offrirà lavoro ad un candidato su 21.

Emerge, inoltre, che un terzo è già iscritto alle graduatorie ad esaurimento, insomma un precario della scuola, mentre per quanto riguarda gli altri due terzi saranno persone che non hanno mai avuto un legame con l’insegnamento. Elemento che non poco ha fatto scatenare l’ira dei primi, ribellandosi sul web, parlando di “truffa” e “fregatura”.

A stabilire, però, chi potrà diventare docente a tempo indeterminato sarà solo il concorso, cui inizio sarà a febbraio, preceduto da test di preselezione che si svolgeranno nella terza settimana di dicembre.

La prova preselettiva si svolgerà in due o tre giorni, con quattro sessioni al giorno circa.
I candidati, infine, dovranno ottenere un punteggio minimo di 35/50 per poter accedere al concorso vero e proprio di febbraio.

La prossima settimana sarà pubblicato dal ministero il calendario delle prove di preselezione ed i quesiti che dovranno essere studiati attentamente, perché tra questi il sistema informativo ne sorteggerà alcuni, cui candidato dovrà rispondere in 50 minuti.

Noemi Cusano

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