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Costa Concordia, prima udienza per Schettino

Foto www.ilsecoloxix.it

Dopo un periodo in cella, quasi sei mesi di arresti domiciliari e l’attuale obbligo di dimora, Francesco Schettino questa mattina è arrivato a Grosseto per la sua prima udienza. Giunto alle otto e trenta, quasi venti minuti prima dell’inizio, è entrato al Teatro Moderno da un ingresso secondario.

Tutti gli occhi della stampa sono puntati su di lui, l’inquisito principale per la tragedia all’isola del Giglio. Nei giorni scorsi aveva manifestato la volontà di comparire al dibattimento.

All’incidente probatorio presieduto dal Gip Valeria Montesarchio sono presenti altri indagati: il suo vice Ciro Ambrosio, l’ufficiale Salvatore Ursino e il responsabile dell’Unità di crisi della flotta di Costa Crociere, Roberto Ferrarini. Lo schianto all’isola del Giglio è avvenuto il 14 gennaio scorso, quando la nave guidata dal comandante Schettino ha urtato contro uno scoglio. Nell’impatto hanno perso la vita complessivamente trenta persone, di cui diciotto straniere.

Costa Crociere, proprietaria dell’imbarcazione si è costituita parte civile.

Dopo l’entrata in aula Francesco Schettino ha stretto la mano e scambiato due parole con un naufrago. L’udienza è poi iniziata in ritardo. Secondo alcuni testimoni, l’ormai ex comandate era molto nervoso. «Che Schettino abbia le sue colpe e abbia fatto degli errori è evidente”, dichiarano Ernesto Carusotti e sua moglie Paola, superstiti. “Ma dietro il suo comportamento-continuano- ci sono altre responsabilità”. Ci sono cose “che non hanno funzionato e che vengono fuori dalla scatola nera di cui sicuramente qualcuno dovrà rispondere”.

Da norme Schettino oggi non può parlare, ma solo ascoltare. Intanto dopo una sospensione di un’ora e mezzo l’udienza è ripresa e potrebbe durare per altri sei giorni.

Matteo Melani

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