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Concluse le parlamentarie del M5S: vincono le donne (e le polemiche)

Beppe Grillo. Foto Internet

Si sono concluse ieri sera, non senza polemiche, le prime “parlamentarie” del Movimento 5 Stelle che hanno promosso ufficialmente i candidati al Parlamento gli attivisti del partito fondato dall’ormai ex comico genovese Beppe Grillo. La votazione, ristretta ai soli iscritti al movimento, è avvenuta direttamente via web e ha promosso gli aspiranti deputati in 31 circoscrizioni, dove si è registrato un boom per le donne capolista che saranno ben 17, con una percentuale sul totale che si attesta sul 55 per cento.

A sottolineare il successo delle “parlamentarie” è stato il leader Beppe Grillo, enunciando innanzitutto le cifre. Secondo i dati da lui divulgati, sono stati 95 mila i voti arrivati per 1.400 candidati. “Sono persone normali – ha detto Grillo. Gente le cui faccette di cazzo vedi dappertutto, nelle foto, nei ristoranti, ma che si fanno il mazzo tutto il giorno per lavorare.  È la prima volta al mondo che un partito fa una cosa del genere e per di più a costo zero – ha sottolineato. Sono veramente soddisfatto. Si tratta di gente che non ha nessuna dimestichezza con i mezzi di comunicazione, ma è bello così. Sono casalinghe,  cassintegrati, c’è anche un astrofisico, pensionati, giovani ed entreranno in Parlamento per cambiare le cose”, conclude.

Per la Sicilia occidentale il candidato sarà Riccardo Nuti,  già candidato sindaco di Palermo, quando ottenne il maggior numero di consensi nelle liste comunali, ma non riuscì a far parte dei consiglieri di Sala delle Lapidi, perché il Movimento 5 Stelle non superò di poco lo sbarramento fissato al 5 per cento.

Ma al di là del successo e della soddisfazione espressa da Grillo, non sono mancate le polemiche. Intanto lo stesso leader ha parlato di attacchi al sistema informatico del movimento. “Abbiamo hacker dappertutto – ha accusato –  siamo di fatto sotto attacco e questa,  è una guerra all’ultimo sangue per far vincere  la democrazia”.

Polemiche anche da parte degli esclusi: le più infuocate arrivano da Bologna, dove i tre trombati Ivano Mazzacurati, Alessandro Cuppone e Lorenzo Andraghetti denunciano:  “Siamo stati fatti fuori nonostante avessimo tutte le carte in regola: incensurati, zero cariche istituzionali e già una candidatura con le liste grilline alle spalle”.  Secondo l’eretica Federica Salsi (già giubilata da Grillo),  i tre sarebbero stati eliminati dalla competizion perché “invisi allo staff”.

La mail inviata dallo staff di Grillo ad Andraghetti parla di mancata comprensione di quest’ultimo sul tipo di format da compilare per l’adesione alla candidatura. Secondo lui in realtà sarebbero “state inviate mail diverse. Ad alcuni in un modo ad altri in un altro”. “Se è stata una svista tecnica dovrebbero chiedere scusa, non è importante per noi ma per tutto il movimento”, ha asserito invece l’altro escluso Cuppone.

In attesa che venga chiarito (o meno) il mistero, adesso tutta la curiosità verrà centrata attorno alle vere primarie del M5S: chi sarà il candidato premier? E come sarà organizzato il tutto?  Non ci resta che aspettare di scoprirlo, assieme alle inevitabili (e sicuramente ancora più infuocate) polemiche che porterà di conseguenza.

Luca Mangogna

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