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Concerto Bregovic: polemica su pubblicità. “Tempesta in un bicchier d’acqua”

L’assessore ai Saperi e alla Bellezza condivisa Orazio Licandro, commentando le accuse dell’opposizione di centrodestra al Consiglio comunale sulla promozione del concerto di Capodanno di Goran Bregovic, ha detto che si tratta “dell’ennesima tempesta in un bicchier d’acqua contro un evento che è stato un vero successo”.

“Dopo aver impiegato – ha spiegato Licandro – qualche settimana a comprendere che, trattandosi di una manifestazione di carattere artistico culturale, non occorreva alcun bando, una parte dell’opposizione attacca adesso la promozione sulla manifestazione. L’assunto è: poiché è stata pagata della pubblicità, il concerto di Bregovic non è gratuito. Comprendiamo che dietro possa esserci una difficoltà a comprendere meccanismi amministrativi, ma anche a un profano risulta di tutta evidenza come una cosa sia un concerto, che, ribadiamo, alla città non è costato un euro perché realizzato grazie agli sponsor, una cosa la sua promozione. D’altra parte, l’Amministrazione precedente aveva, con ben altre cifre, avviato campagne pubblicitarie sulle quali si potrebbe ragionare sia a livello di numeri, sia a livello di finalità”.

“Come risulta poi – ha aggiunto l’Assessore – proprio dal documento ‘sbandierato’ dall’opposizione, la nostra scelta è stata quella di pubblicare gli avvisi su testate diffuse in Sicilia e selezionare rigorosamente quelle più economiche, al fine di richiamare il turismo isolano su Catania per il giorno di Capodanno. Così è stato, con beneficio per tutti gli operatori economici e per la città stessa”.

“Quanto al resto – ha concluso Licandro – cogliamo l’occasione per ribadire che gli asili nido erano stati tagliati dall’Amministrazione Stancanelli e gli aumenti della Tares erano previsti nel Piano di rientro deciso della passata Amministrazione, come risulta da documenti già sottoposti alla pubblica opinione. Informiamo l’opposizione che, purtroppo per loro, la ripetizione ossessiva di informazioni fantasiose non fa cambiare il contenuto delle carte. Chi oggi continua in polemiche pretestuose vorrebbe che la città restasse nel buio di anni senza cultura, senza prospettive, senza sviluppo. Altri, probabilmente, erano abituati a passare il Capodanno chiusi in qualche salotto, noi siamo riusciti a trasformare il centro della città in un salotto, di cui essere orgogliosi. E il riconoscimento ci è venuto dal 40.000 spettatori”.

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