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Con Mattarella “mi ci sparteva u sonnu”

Anche la nostra redazione si accosta agli auguri fatti al nuovo Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, una persona sicuramente di qualità, onesta e che non aveva “concorrenza” nel parterre dei candidati presentati dai partiti.

La città di Palermo ha vissuto in questi giorni una grande festa che ha visto coinvolti istituzioni, professionisti, imprese, liberi cittadini nel manifestare ampio consenso ad un palermitano che, “spero”, possa rilanciare attraverso i “suoi strumenti” un meridione e ancor di più la nostra Sicilia abbandonata da tutti.

Anche sui social si sono viste immagini, documenti, selfie, che ritraggono il buon Mattarella con i tanti siciliani che fino a qualche giorno fa non avrebbero mai immaginato la sua ascesa al Quirinale. Anche gli esponenti politici di diversi schieramenti hanno approfittato di tale evento per raccontare in un modo o nell’altro l’amicizia, la conoscenza, le collaborazioni … “Io con Mattarella mi ci sparteva u sonnu” tanto per fare un esempio. Ma dall’altra tutti a valorizzare l’uomo cosiddetto silenzioso, rigoroso, discreto quasi inverosimilmente asociale.

Mattarella rappresenta un cambio di marcia o un ritorno alla vecchia Democrazia Cristiana che, vorremmo ricordare a tutti, governarono questo Paese per tantissimi anni. Di certo ci sta che il buon Presidente della Repubblica è un uomo di alta pasta, non certo come la politica che abbiamo vissuto giorno per giorno negli ultimi 20 anni.

Ma tornando alla festa e ai festini c’è chi si è occupato di promuovere al meglio anche con banale ruffianismo, idee e azioni a pagamento che in un momento di crisi producono vertigini e malessere alle imprese che ogni giorno chiudono a Palermo e a quelle che si accingono a scappare via.

Un’azione eclatante di comunicazione l’ha disposta il nostro primo cittadino Leoluca Orlando che con uno stanziamento di 20.000 euro ha acquistato un’intera pagina di un quotidiano palermitano. Ben ci sta l’aiuto all’editore ma riteniamo ingiusto non utilizzare tutti gli altri media per creare un aperto spazio di comunicazione che avrebbe fatto bene sì a Sergio Mattarela ma ancor di più alle imprese editoriali di questa martoriata Palermo.

Per il concerto invece ritornare al campanilismo italiano non guasta perché l’inno e non solo dovrebbe far sì che questo paese torni a pensare in modo unico, coeso e democratico.

Da parte mia e dell’intera redazione un mondo di auguri al Presidente della Repubblica italiana.

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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