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Comportamento illegittimo dell’ex dirigente Asi Gulino: danno erariale per oltre 122mila euro

In relazione alla sentenza emessa dalla Sezione giurisdizionale di Appello della Corte dei Conti di Palermo che, in accoglimento dell’appello proposto dalla Procura, ha riformato la precedente sentenza inerente la responsabilità erariale dell’ex Dirigente generale dei Consorzi ASI di Caltagirone e di Catania, Gulino Raffaele, il presidente dell’Irsap Alfonso Cicero dichiara: «La vicenda trae origine dall’inquadramento alla terza fascia dirigenziale di un dipendente del Consorzio ASI di Catania con qualifica di funzionario.

Tale inquadramento, reso possibile da atti illegittimi posti in essere dal Gulino, ha determinato un ingente danno erariale per l’ex Consorzio ASI di Catania, quantificato in oltre 122.000,00 euro, che ha contribuito a determinare lo stato di rilevante e scandalosa sofferenza finanziaria del suddetto ente posto in liquidazione con la costituzione dell’IRSAP.

Ed a nulla e’ valso il tentativo postumo, posto in essere dallo stesso Gulino, di tornare sui propri passi e revocare la promozione a dirigente del dipendente privo dei titoli richiesti, visto che il danno era stato oramai consumato e la somma illegittimamente elargita doveva essere addebitata all’ex dirigente generale come responsabile in prima persona che aveva agito con dolo.

La sentenza afferma, in modo chiaro ed inequivocabile, il comportamento illegittimo tenuto nell’occasione dal Gulino che e’ venuto meno in modo grave al rispetto dei criteri di imparzialita’ e di correttezza nell’assolvimento dei compiti delicati che gli erano stati assegnati. Si tratta, in buona sostanza, di un ulteriore pronunciamento dei giudici contabili che ancora una volta mettono a nudo un sistema, intriso di atti illegittimi e di comportamenti illeciti, che ha colpito per decenni gli ex Consorzi ASI della Regione Siciliana con la compiacenza di certi burocrati e amministratori che hanno agito in modo assolutamente deprecabile a danno dell’interesse pubblico.

Una sentenza, quella citata–per la quale si esprime il massimo compiacimento – che si caratterizza con estrema chiarezza come monito a quanti, negli ex Consorzi ASI, hanno amministrato le risorse pubbliche in dispregio di leggi e regolamenti con l’unico intento, spregevole e spregiudicato, di favorire l’interesse personale o di certi clan».

Clicca qui per leggere la sentenza della Corte dei Conti.

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