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Commissari straordinari dell’Amia, la tattica di Orlando

Il sindaco Orlando

 

 

 

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando non si esime dal lanciare continui attacchi e molteplici giudizi nei confronti dei Commissari straordinari dell’Amia attuando una strategia che prevede la continua critica alla gestione dei rifiuti a Palermo. La pressione mediatica ha avuto come effetto le dimissioni di tre Commissari straordinari ed il sequestro della discarica di Bellolampo: la custodia e la gestione, così, passano sotto il controllo della Regione. Dalla critica lanciata in seguito alla caduta di una signora a causa dei rifiuti al mancato incontro in Prefettura, dal costante attacco al commissariamento straordinario fino agli appelli ai lavoratori. Orlando non non perde occasione per sottolineare e pubblicizzare il momento critico dell’Amia, urlandone ai quattro venti la cattiva gestione dei Commissari.

“Dal 2009, nonostante tre anni di Commissariamento straordinario costato ai contribuenti alcuni milioni di euro, la situazione gestionale dell’Amia non è cambiata, serve un grosso ricambio di gestione. Speriamo che il Tribunale liberi presto l’Azienda dall’ingombrante presenza dei Commissari, perché fatti così incresciosi non abbiano a ripetersi: al Prefetto – ha spiegato Orlando – ho spiegato la nostra posizione, ringraziandolo ancora una volta per l’attenzione e l’impegno che ha dedicato e dedica a risolvere i tanti problemi della città. L’Amministrazione comunale si è adoperata, per quanto di sua competenza per evitare il fallimento dell’azienda, che consideriamo una ipotesi drammatica per tutta la città, e perché al più presto cessi questa scandalosa gestione commissariale. Proprio per questo, avendo sollecitato interventi della Procura e del Ministero dello Sviluppo Economico, crediamo che non sia possibile e opportuno che l’Amministrazione comunale sieda allo stesso tavolo dei Commissari che con il loro comportamento sono la vera controparte dei lavoratori.”

“I Commissari avrebbero dovuto scongiurare il fallimento e sanare l’azienda invece l’hanno ulteriormente danneggiata” – continua Orlando – ” Alla luce delle nostre posizioni già espresse più volte pubblicamente crediamo che non sia opportuna una nostra partecipazione ad incontri in cui si discute dell’operatività dell’Amia, fin quando non potremo, dopo il pronunciamento del Tribunale fallimentare, riprendere in mano la gestione dell’Azienda.”

E conclude con un monito che sa di presagio. “Si conferma sempre più l’urgenza – conclude – che i commissari vengano allontanati e che sia restituita all’azienda Amia e ai suoi lavoratori la possibilità di dare alla città i servizi di cui ha bisogno.”

La tattica denigratoria di Orlando basata sul continuo bombardamento di notizie provoca una forte reazione.

Difatti non si fa attendere la risposta al Sindaco che arriva , all’indomani dell’incontro in Prefettura, per bocca dei sindacati Amia, Fp Cgil, Filt Cisl, Uiltrasporti, Fiadel, Ugl,Confsal e Filas-Ugl.

Il Sindaco la smetta di utilizzare il paravento dei Commissari Amia per sottrarsi agli impegni assunti con i lavoratori: chiarisca immediatamente la reale posizione della sua Amministrazione sulla rovente vicenda Amia riconfermando per iscritto al Ministero dello Sviluppo Economico e al Tribunale Fallimentare di Palermo quanto sancito nel concordato”.

Concludono ammonendo il Sindaco per la mancata presenza in Prefettura.
“L’incontro in Prefettura era l’occasione per confermare il percorso già avviato con il concordato L’assenza dell’amministrazione comunale ha gettato ombre sul ‘reale progetto’ del Comune di Palermo, determinando tra i lavoratori malessere e forti preoccupazioni che in assenza di adeguate rassicurazioni non potranno che portare alla mobilitazione. A fallire non sarebbero i commissari ma lavoratori, città e sindaco

Si aspetta un nuovo round.

 

Simone Giuffrida

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