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Commercianti e residenti di via E Amari in protesta davanti la Prefettura FOTO

 (di massimo brizzi) Un pomeriggio in protesta davanti la prefettura di Palermo per commercianti e residenti di via Emerico Amari, coinvolti gioco forza nell’area 4 che delimita i lavori dell’anello ferroviario in città.

Una protesta annunciata e preceduta dall’affissione di numerosi cartelli di denuncia lungo il perimetro della zona antistante i lavori.

L’asse stradale è il cantiere dal quale si erge l’altissima trivella già visibile a qualche centinaio di metri.

I due marciapiedi, sicuramente per questioni di sicurezza, delimitati da alti pannelli, dei veri e propri camminamenti che vanno da e verso il porto.

“E il commercio muore”, hanno sottolineato gli esercenti, eppure durante un veloce sopralluogo, nel tratto che indica il percorso verso il centro storico, oltre numerose bancarelle mobili, delle quali non si hanno notizie su autorizzazioni, anche un telo, dove in bella mostra borse contraffatte sono pronte a dar il benvenuto a visitatori e turisti.

” Non siamo contrari all’opera- incalza Francesco Raffa, presidente della neonata associazione Amari Cantieri, chiediamo piuttosto che i lavori procedano senza soste e che soprattutto non venga dato seguito all’ordinanza che prevede l’estensione del cantiere in via Crispi se prima non sia stato completato il tratto di via Amari”.

“ Molto indietro le procedure per la messa in posa dei pali previsti per il 20 dicembre 2016 – ha continuato Francesco Raffa- inopportuno prolungare l’estensione del cantiere andando a penalizzare ulteriormente via Crispi, già sotto scacco e bloccata da continui ingorghi”.

“ Abbiamo chiesto più volte un incontro con il prefetto ma le nostre mail documentate non hanno ottenuto fino adesso alcuna risposta”, ha aggiunto ancora Raffa.

“ Un crollo verticale per gli affari che hanno lamentato tutti gli esercenti ed ancor più preoccupante tre episodi che hanno messo in pericolo la sicurezza dei passanti verificatisi il 28 maggio, quando vi è stato un versamento d’olio dalla trivella al marciapiede, il 28 giugno quando un escavatore ha provocato il crollo di una paratia di contenimento, ed il 28 luglio quando è piovuto fango dalla trivella verso il marciapiede, inondando i tavoli di un bar e qualche malcapitato passante”, ha concluso il presidente dell’associazione.

 

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