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Colpo di scena nel processo Scazzi: parla la psicologa Chiloiro

Caso Scazzi, foto internet

Non si smette mai di parlare di Avetrana e del delitto di Sarah Scazzi, i colpi di scena non sono ancora finiti né in tv né in tribunale. Da un lato ieri, mentre venivano mandate in onda le dichiarazioni che Michele Misseri aveva rilasciato a Ilaria Cavo e Barbara d’Urso intervistava Anna Pisanò, supertestimone al processo, lo zio di Sarah è intervenuto telefonicamente.

Misseri si è scagliato contro Anna Pisanò, coinvolgendo anche la conduttrice Barbara d’Urso per quello che ha definito un programma colpevolista: “Voi la verità non la conoscete. E quando questa uscirà, vedremo chi avrà ragione. Sono arrabbiato non con voi, ma con me. Tu Anna perché vai in televisione? Tu non c’eri quel giorno, sei una bugiarda, vuoi influenzare la gente così nessuno crede alla mia verità. Sarah non voleva più vederti, lo sai!”. Dall’altro ieri in aula a Taranto durante la 31esima udienza del processo hanno parlato due testimoni che hanno fatto dichiarazioni davvero inaspettate.

Prima di tutto ha parlato l’ex psicologa del carcere pugliese, Dora Chiloiro, citata come teste dalla difesa di Sabrina Misseri. La donna ha ritrattato alcune sue parole dichiarando di essere stata imprecisa nell’udienza preliminare del 7 novembre 2011. Allora disse di aver avuto dei colloqui con Michele Misseri quando l’uomo era in carcere e che questo aveva detto di essere il responsabile della morte della nipote Sarah. Dora Chiloiro ha affermato di aver avuto tre colloqui con Misseri (il 10, 13 e 17 ottobre): “Sono stata imprecisa perché dopo ho potuto controllare i miei registri interni. Quei colloqui erano solo degli ascolti, in cui Misseri esprimeva stati d’animo, sensazioni, non c’erano contenuti e non erano previste domande”. La donna, rinviata a giudizio per falsa testimonianza, si è giustificata dicendo che in quel periodo era esposta a una forte pressione mediatica ed emotiva.

La seconda persona ascoltata invece è l’ingegnere Luigina Quarta, consulente della difesa di Cosima Serrano. Secondo la Procura, e secondo la relazione dei carabinieri dei Ros, il 26 agosto 2010 il cellulare della madre di Sabrina Misseri, alle 15,25, al momento di una telefonata effettuata al marito Michele, risultava nel garage della casa della famiglia Misseri in via Deledda sulla base dello studio delle celle telefoniche. L’ingegnere Quarta ha sostenuto che la frequenza utilizzata e quindi la cella poteva essere agganciata in tutta la casa quindi anche nella parte sovrastante dell’abitazione. Peraltro l’esame dei Ros potrebbe essere stato fatto in un momento in cui le condizioni meteorologiche erano diverse dal momento del delitto. La donna ha dichiarato: “E’ quasi impossibile che un’onda radio non venga captata anche negli altri vani della casa. Si sarebbe dovuto misurare l’accertamento più di una volta. Ogni giorno i telefonini danno risultati sempre diversi. Il risultato e’ approssimativo, statistico, mai certo”.

La prossima udienza è fissata per il 12 dicembre e il processo proseguirà con la continuazione dell’esame di Michele Misseri che la scorsa settimana è tornato ad accusarsi del delitto, puntando il dito contro il suo ex legale, avvocato Galoppa e la sua consulente Bruzzone, sostenendo di essere stato indotto ad accusare la figlia Sabrina.

Valentina Molinero

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