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Cleveland, test del DNA conferma la paternità di Castro

Il mostro di Cleveland continua a confessare i reati compiuti in questi dieci anni da incubo.

Gli investigatori continuano a cercare prove e ad interrogare le donne maltrattate da Ariel Castro. Dopo aver scoperto la camera delle torture dove seviziava le donne, dopo aver confessato le violenze fisiche sull’addome per far abortire e la lettera ritrovata in casa dove si autodefiniva “predatore sessuale”, l’uomo durante gli interrogatori sta confessando sempre di più particolari sconvolgenti.

Il procuratore chiederà la pena di morte. Il test del Dna ha confermato che Castro è il padre naturale della bimba di sei anni, prigioniera anche lei nella casa degli orrori. Lo afferma il procuratore generale dell’Ohio. La bambina è figlia di Castro e di Amanda Berry, una delle vittime.

Angie Gregg, figlia di Ariel Castro, ha dichiarato «Per me è morto: è il criminale più cattivo, vile e demoniaco che esista. Non voglio più vederlo in vita mia». «In passato ho conosciuto un uomo gentile e amichevole – afferma la donna – ma ora  non ci saranno più visite, né telefonate. Lui non potrà essere mai più mio padre, non posso accettarlo». In questi anni lei e il marito sono stati ospiti più volte a casa di castro e non si sono accorti di nulla. Inoltre aggiunge «abbiamo mangiato, ascoltato musica. Papà è sempre apparso rilassato, divergente, non ci ha mai messo fretta perché andassimo via».

Aspettiamo ulteriori rilevazioni in merito a questo terrificante caso di cronaca che ha letteralmente messo sotto shock il mondo intero.

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