Esteri

Cittadinanza russa per Gerard Depardieu

Gerard Depardieu, foto internet

La pressione fiscale per i super ricchi francesi aumenta sempre più, ma gli escamotage si trovano in ogni caso. C’è chi, come il famoso attore Gerard Depardieu, è disposto persino a cambiare cittadinanza pur di evitare il pagamento di super tasse.

La Corte Costituzionale francese ha di recente bocciato una tassa, un’aliquota del 75%, introdotta dal presidente Hollande, per i redditi oversize. Ma questo non ha fermato l’attore di Châteauroux:  prima ha annunciato di aver trasferito la sua residenza a Nechin, un piccolo paese belga vicinissimo al confine francese; il 16 dicembre scorso ha inoltre ammesso di voler restituire il proprio passaporto francese, per prendere oltre la residenza anche la cittadinanza belga.

Ha fatto molto discutere la messa in vendita della sua lussuosa casa di Parigi, per 50.000.000 di euro. Dopo aver diffuso la notizia di volere acquisire la cittadinanza italiana, ecco una nuova voce sul suo abbandono nei confronti della madre patria: il presidente Vladimir Putin, attraverso un comunicato stampa del Cremlino, ha fatto sapere che è disposto a rilasciare all’artista la cittadinanza russa, firmando proprio ieri il decreto.

Recentemente l’attore 64 enne, aveva detto: “ Mi farò accogliere da altri Paesi, come è stato per il Belgio e andrò a Mosca per incontrare il premier Medvedev ed il presidente Putin.

Me ne voglio andare dalla Francia anche perché ho una pessima considerazione di questi governanti; non so come abbiano potuto pensare di imporre una tassa che esce dai parametri costituzionali. Non torno indietro né sulla questione del passaporto né su quella dell’esilio fiscale.

A Parigi continuerò ad avere un appartamento e a seguire le mie attività, ma mi fermerò come previsto dalla legge non più di sei mesi all’anno. La sentenza che ha bocciato la legge la “vedo come una vittoria personale”.

Nella Russia del “neo Zar” Putin, Depardieu, che sostiene di aver pagato 150 milioni di euro in tasse durante la sua vita, troverebbe un regime fiscale molto meno gravoso: un’unica imposta sul reddito, la cosiddetta flat tax, con un’aliquota fissata al 13%.

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