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Cisl Sicilia, “Un grande accordo strategico per attraversare la crisi”

Maurizio Bernava

Palermo, 23 Aprile. La Cisl Sicilia tramite dei comunicati stampa dichiara che è necessario che avvenga un accordo strategico per attraversare la crisi. Il segretario della stessa Cisl Maurizio Bernava chiede al governatore siciliano «Crocetta proponga al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone una convocazione straordinaria dell’Assemblea regionale siciliana sull’emergenza crisi, in sessione aperta agli stati generali dell’economia e del lavoro». I lavori hanno preso il via stamattina a Palermo, presenti Crocetta, Ardizzone e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Bernava parla a Crocetta e poco prima aveva dato la disponibilità al dialogo. «Non serve a nessuno un sindacato ruffiano – dichiara il governatore – apriremo il confronto per una programmazione democratica dei fondi Ue che metta in cantiere provvedimenti d’emergenza e progetti esecutivi per piccole e medie opere pubbliche». Bernava riprende  «Il principio della cooperazione è nel nostro Dna. Perché “la responsabilità unisce”. Il fatto è che le prospettive dell’economia sono scoraggianti». Per questo motivo sostiene che va costruito “un grande accordo strategico”  che possa unire assieme governo, Ars, enti locali e forze sociali. Un accordo in merito ai punti che portarono in piazza a Palermo l’1 marzo 2012 ben 25 mila persone tra lavoratori e imprenditori. Inoltre trovare una soluzione darebbe credibilità alla Regione anche oltre lo stretto.

In Sicilia infatti il 35,7% dei giovani tra 15 e 29 anni non studia né lavora; un giovane su due è ufficialmente disoccupato, e la percentuale sale al 56,1% riguardo alle donne, è del 46,7% quanto agli uomini. Inoltre nel 2012 35 mila posti di lavoro sono andati perduti. Per non parlare del crollo del 4,1% dei consumi delle famiglie e del 12% degli investimenti delle imprese. Questi preoccupanti dati sono stati illustrati nel corso dell’XI congresso regionale della Cisl, apertosi oggi a Palermo. Bernava parla di azioni e programmi pluriennali, da qui almeno fino alla fine del 2016, per attrarre investimenti di imprese produttive soprattutto nel settore delle infrastrutture. Parla inoltre di programmi per ridurre l’indebitamento di regione ed enti locali, di piani del lavoro e di un fondo per l’emergenza sociale “a sostegno delle crisi occupazionali, delle famiglie povere e degli indigenti”. Inoltre ha aggiunto «a sostegno delle crisi occupazionali, delle famiglie povere e degli indigenti. Proponiamo che a sostegno dei programmi e delle azioni di riduzione del debito e di riorganizzazione delle partecipate, ci sia una regia, un coordinamento delle attività, composto da Regione, ministero dell’Economia, sindaci, amministratori coinvolti e forze sociali».

Infine sottolinea il segretario «meno dirigenti sindacali dietro alle scrivanie  e più sindacalisti nei posti di lavoro, in mezzo alla gente, per ascoltare, aggregare, coinvolgere, contrattare».

 

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