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Cisl Sicilia: “Pagano i poveri la retromarcia di Crocetta”

Il ripensamento profondo della spesa sociale regionale, “smascherando e azzerando le intermediazioni politiche improprie e opprimenti”. È quanto chiede la Cisl con una nota di Daniela De Luca, componente della segreteria regionale, in cui si sottolinea che “nella terra degli sprechi e dei privilegi, il conto lo pagano anche (soprattutto) i poveri”.

E povera in Sicilia, segnala De Luca, è una famiglia su tre. Per questo “colpisce”, scrive, “l’inversione di marcia del governo regionale”. Che prima annuncia un reddito minimo con una disponibilità di 36 milioni nonostante, secondo la stessa Regione, ne sarebbero serviti 756. Poi, nella ricerca spasmodica di risorse da sforbiciare per non incappare di nuovo nelle maglie del Commissario dello Stato, taglia di 2,7 milioni le risorse destinate al disagio sociale. Un procedere, afferma De Luca, “scomposto, improvvisato, estemporaneo, senza alcuna programmazione di fronte a bisogni serissimi e vitali”. Che mostra un governatore che “non ascolta la società”. E naviga a vista.

La Cisl chiede che la politica sociale riparta, in Sicilia, dalla ricognizione dei bisogni reali e dei servizi esistenti. Che sia istituito un fondo unico che raccolga “tutte le risorse destinate al sociale, europee, nazionali, regionali”. E che sia realizzata l’integrazione delle politiche sociali e sanitarie “perché nel territorio l’assistenza costa meno, comporta minori sprechi. E garantisce risposte più adeguate alle esigenze di cura delle persone e delle loro famiglie”.

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