Economia & Lavoro

Cisl: “In Sicilia pessima qualità del servizio elettrico”

“Le aziende siciliane e la pubblica amministrazione, che è la principale impresa dell’Isola, pagano l’energia con maggiorazioni che arrivano quasi al doppio di quelle applicate alle imprese del nord”. In pratica, nel triennio 2011-2013 oltre 80 euro/MWh in più.

“Ciò oltre a far lievitare i costi che si scaricano sulle famiglie e sui consumatori finali, rende inappetibile la nostra regione dal punto di visto degli insediamenti produttivi”. A dirlo è il neosegretario regionale della Flaei Cisl Sicilia, Leonardo La Piana. La federazione cislina ha riunito a Catania il consiglio direttivo regionale. Tanti i temi all’ordine del giorno, che hanno avuto come denominatore comune l’analisi della situazione del sistema elettrico in Sicilia e gli effetti su cittadini e imprese nonché su lavoratrici e lavoratori del settore.

La Flaei, si legge in una nota, “ha in cantiere proposte concrete che vanno in direzione dello sviluppo”. Il tema dello sviluppo deve essere al centro della politica siciliana tutta. Il resto è solo “propaganda a cui siamo abituati ormai da tanto tempo”. Afferma La Piana: “La pessima qualità del servizio elettrico in Sicilia, l’assenza di investimenti, la crisi del settore della generazione, la mancanza di un piano strategico ed energetico regionale, i tagli, le continue riorganizzazioni aziendali che depauperano la potenzialità del territorio siciliano, hanno relegato la nostra regione ai margini del contesto italiano ed europeo”.

Per di più, “da tutti i nostri delegati territoriali ogni giorno apprendiamo che le condizioni di lavoro dei dipendenti delle società del gruppo Enel diventano sempre più insostenibili. L’atteggiamento spesso indisponente dei responsabili aziendali – come quello tenuto durante gli incontri svolti per il rinnovo degli accordi economici scaduti ormai da cinque anni e purtroppo non ancora rinnovati – rispecchia la profonda insensibilità delle aziende che, pur di raggiungere i propri obiettivi, non tengono in assoluto conto le legittime richieste sindacali e talvolta mettono in campo forme di ‘condizionamento psicologico’ o di ‘isolamento’ dei lavoratori che potrebbero incidere anche sulla loro sicurezza per le situazioni di stress correlato, e su aspetti del benessere psico-fisico delle persone”.

La Flaei denuncia che “la forte carenza di personale tecnico e operaio nell’Area Rete (Distribuzione) costringe a massacranti turni di reperibilità. Ciò incide negativamente non solo sulle persone coinvolte ma anche sul servizio offerto ai cittadini. A questo si associa la non adeguatezza di relazioni industriali sul territorio che penalizzano fortemente il ruolo delle Rsu e dei responsabili locali che lamentano di non avere punti di valida interlocuzione”.

“La nostra organizzazione – afferma La Piana – è consapevole delle difficoltà delle aziende del settore elettrico che, a differenza degli anni passati, attraversano situazioni difficili. A livello nazionale è infatti in via di definizione un accordo che prevede di accompagnare alla pensione circa 3.500 lavoratori”. Ma la Flaei Cisl Sicilia “non ritiene assolutamente comprensibile che si possa scaricare solo sui lavoratori l’effetto di questo stato di crisi”.

“La Flaei ha sempre mostrato responsabilità e coerenza nelle proprie azioni sindacali. Abbiamo l’impressione, però, che le aziende hanno considerato la coerenza e la correttezza come “atti unilaterali sindacali” derivanti dal considerare la situazione di crisi del settore”. La richiesta del direttivo, sottolinea La Piana, è “una richiesta forte, chiara e precisa: o le aziende del gruppo modificano in Sicilia il loro atteggiamento con fatti concreti e visibili o la Flaei Cisl sarà costretta, pur in questa situazione di particolare problematicità rispetto ad esempio al tema degli esodi programmati, a mettere in atto tutto quanto necessario a tutela e supporto delle lavoratrici e dei lavoratori ma anche, e forse più in generale, dell’intero settore elettrico nella nostra regione”.

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