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Ciaccio (M5S) :”No al mutuo di 2 miliardi. Si punti alla riduzione delle spese”

I deputati del Movimento 5 stelle all’Ars annunciano battaglia contro la stipula del maxi prestito da 2 miliardi che la Regione ha concordato con lo Stato. Le somme che verranno erogate dal ministero dell’Economia sono necessarie per pagare i debiti di Asp e ospedali verso fornitori e banche. E si aggiungono al primo maxi mutuo da un miliardo attivato, fra mille polemiche, la scorsa primavera. A guidare la ronda anti mutuo è Giorgio Ciaccio, componente della commissione Bilancio di Palazzo dei Normanni, che oggi ha presentato un florilegio di emendamenti soppressivi degli articoli del ddl varato dalla Giunta Crocetta.

Per quale ragione siete contrari al prestito?

“Non si può approvare in  tutta fretta un prestito che indebiterà ancor di più la Regione siciliana. Così come ci è stato presentato, non va affatto bene. I nostri uffici del Bilancio hanno dichiarato che nella relazione tecnica presentata dal governo, manca anche il piano di rientro di queste somme e di conseguenza non possono esprimersi. Le stime che l’esecutivo fa sulle addizionali sono quelle che si rifanno al vecchio triennio, quindi non sono neanche aggiornate. L’addizionali Irpef ed Irap producono un’entrata di circa 300 milioni di euro, ma una parte è la compartecipazione al sistema sanitario nazionale, una parte ci è stata bloccata per debiti precedenti, un’altra quota è riservata per il muto di un miliardo (quello stipulato lo scorso aprile con la Cassa depositi e prestiti. ndr.), un’altra restante parte siamo in procinto di bloccarla per questo nuovo indebitamento da 2 miliardi. Di fattoi c’è una discordanza di numeri fra quelli sostenuti dagli uffici Bilancio dell’Ars e quelli fornitici dal governo”.

Dove sta la discrepanza?

“Crocetta parla di 2 miliardi, mentre per i nostri tecnici i debiti ammonterebbero a circa un miliardo e 700 milioni di euro. Ebbene, se questa relazione è stata fatta di pugno da Crocetta, allora l’errore ci sta tutto, lui come è noto fa a pugni con le cifre. Ma se come io temo è stato fatto dall’assessore Baccei, la cosa diventa grave. Due miliardi dicono loro e 1,7 miliardi dicono i nostri uffici, quindi ci sono 300 milioni in meno”.

Ma Crocetta ha affermato che con 2 miliardi tondi si metterebbe in sicurezza….

“Sì ma perché indebitare oltremodo la Sicilia? Siamo sempre lì. Noi vogliamo pagare le imprese, ma vogliamo capire a livello strutturale cosa mettiamo in campo per evitare di accumulare altro debito. Ad oggi, potremmo essere anche favorevoli al mutuo di 2 miliardi, ma per scongiurare un altro problema che è la sanzione da parte della Commissione europea, che paletti stiamo mettendo?

Sì, ma l’Ue ha annunciato la sospensione della procedura di infrazione.

“Per ora sono in trattative col governo. Nel senso che per risolvere la questione pagamenti alle imprese, la Regione ha fatto sapere che avrebbe acceso questo mutuo, mettendosi così al passo con i creditori ogni 30 o 60 giorni. L’Ue ha risposto positivamente ed ha stoppato la procedura, ecco come è andata. Qual è la presa in giro da parte della Regione? All’Europa dice di mettere in campo dei provvedimenti per risolvere il problema, mentre di fatto si tratta di misure tampone, palliative, che immettono liquidità senza affrontare la questione a monte: l’accumulo di tanto debito”.

Baccei sostiene che è “normale fare debiti nella Sanità, perché le siringhe, i servizi, i macchinari servono”.

“E’ normale, ma fino ad un certo punto. Il debito in un’azienda è uno strumento utilizzato, perché immetto della liquidità, ho da pagare delle urgenze e via dicendo. Però quando queste situazioni si protraggono almeno dal 2005, allora evidentemente c’è un problema nel sistema e questa giustificazione non è più accettabile. Perché il primo debito l’abbiamo contratto nel 2006 col piano di rientro della Sanità, poi abbiamo fatto un altro mutuo per fare sempre fronte a spese della Sanità, quindi abbiamo aggiunto un altro miliardo. Insomma sono circa 5 i miliardi di indebitamento. Questo non è possibile”.

Ora lei sta presentando degli emendamenti al testo.

“ Sì sono soppressivi di tutti i commi al fine di aprire un dibattito, perché di fatto non c’è l’urgenza di fare questo mutuo ora, subito. Possiamo parlarne anche dopo la Finanziaria, la questione non cambia in 3 mesi.

Quale potrebbe essere la soluzione?

“Affrontiamo in maniera tranquilla, in un clima di collaborazione, la Legge di stabilità, mettiamo dei paletti, leggi misure di riduzione della spesa, che ci fanno presentare credibili ai tavoli nazionali. Infatti, se noi ripresentassimo il vecchio piano di rientro (2007-2009) che ha prodotto risultati, potremmo evitare di indebitarci. Basti guardare le cifre. Fra il 2007 ed il 2009 abbiamo risparmiato quasi un miliardo con quel piano”.

Marina Pupella

 

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