Esteri

Chiesto il riscatto per l’ingegnere siciliano rapito in Siria

Mario Belluomo, foto internet

È arrivata in mattinata la richiesta di riscatto dei rapitori siriani di Mario Belluomo. L’ingegere etneo, 63 anni, è stato sequestrato ieri mentre viaggiava dalla città siriana di Homs verso Tartus insieme a due colleghi russi.

A comunicarlo è stato proprio il Ministero degli esteri di Mosca, che non ha accolto le richieste della Farnesina di non lasciar trapelare la notizia, per evitare che si creasse un caso internazionale. La famiglia Belluomo fa sapere inoltre da Catania che gradirebbe il silenzio stampa sulla vicenda, poiché la madre dell’ingegnere, molto anziana, è ancora ignara dell’accaduto e la notizia potrebbe essere uno shock.

Mario Belluomo, catanese di San Gregorio, si era trasferito in Siria da giugno, dove lavorava per un’acciaieria, la Hmisho and Co., nella cui sede, a Latakia, è stato recapitato oggi il comunicato dei sequestratori.

Il Ministero degli esteri ha confermato la richiesta, ma sull’entità della somma vige il più stretto riserbo. Intanto è già stata attivata l’Unità di Crisi della Farnesina, mentre il Ministro Giulio Terzi ha annunciato che seguirà il caso in prima persona, ribadendo che “l’incolumità del nostro connazionale è la priorità assoluta”. Linea che ha portato, rivendica il capo della Farnesina, alla liberazione di 27 italiani rapiti all’estero da novembre 2011 a oggi.

 

 

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Un Commento

  1. Per fortuna del caso si occupa il Ministro degli Esteri Lavrov.
    Altrimenti c’è da temere che l’ingegnere faccia una fine ancor peggiore di quella dei marò in India.

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