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Champions. Bayern espugna Barcellona, derby in finale contro il Borussia

Finale tutta tedesca quella del 25 maggio a Londra, dove allo stadio di Wembley i bavaresi se la vedranno con i “cugini” del Borussia Dortmund. Per il Bayern si tratta della terza finale nelle ultime 4 stagioni.

Dopo il 4-0 subito in Germania, i blaugrana capitolano anche al Camp Nou. Robben (nella foto) spegne cosi la speranza di una rimonta che avrebbe avuto dell’incredibile. Un umiliante 0-3 con i gol di Robben, autogol di Pique e Muller che elimina il Barca dalla Champions con un imbarazzante 7-0 complessivo. Lionel Messi è rimasto tutto il tempo in panchina.

Pesa tanto il divario tra la macchina perfetta di Jupp Heynckess e il ‘rottamato’ (o “aplastado”, schiacciato, per dirla come la stampa spagnola) Barcellona di Tito Vilanova: il nuovo vento del nord che spazza via il pomposo futbol iberico parla tedesco. La dice lunga a fine gara Arjen Robben quando spiega: “Questa è la squadra che ha dominato il calcio in Europa negli ultimi 5 anni, dobbiamo essere orgogliosi di aver vinto con loro, con quei nomi in campo è davvero incredibile essere usciti da qui con questo risultato”.

Doveva essere la partita dell’orgoglio blaugrana, lentamente la remuntada ha ceduto invece il passo a una nuova e perentoria lezione di calcio dei ‘marziani’ tedeschi. Il Barcellona invece, orfano dell’acciaccato Leo Messi che si accomoda in panchina (“Aveva una strana sensazione, non stava beme”, motiverà Vilanova), si arrende inerme con il presidente Rosell che a fine gara se la prende con la Uefa per avergli mandato quest’anno “arbitri non all’altezza“. Della serie: anche i ricchi piangono.
Il Barca è svuotato, tradiscono i leader storici come Xavi, Iniesta, Piquè e la sensazione è che il post-Guardiola (prossimo allenatore del Bayern Monaco ndr) stia per produrre i primi crolli: “Il prossimo anno bisognerà cambiare qualcosa…”, pizzica Piquè, anche se per Xavi è ancora presto per parlare di disfattismo: “Il Bayern è stato superiore ma è presto per dire che puo’ diventare il nuovo Barcellona”, si irretisce il capitano, ricalcando le parole di Vilanova: “Il Bayern – ha detto il tecnico, molto criticato dai media iberici – è stato superiore ma Barcellona al 100% puo’ competere con chiunque. Ora pensiamo a vincere la Liga“.

Fin dall’inizio della sfida di ritorno, si capisce che i blaugrana non hanno l’anima per riuscire a impartire quel ritmo infernale reclamato alla vigilia da Vilanova. Il primo tempo si chiude a reti inviolate e con il Bayern più pericoloso e sempre smorzato sul più bello. Servirebbe un episodio al Barca per prendere coraggio ma quando arriva (26′) la migliore occasione viene divorata da Xavi, che spedisce alto a due passi da Neuer.
Un gol avrebbe agevolato l’ingresso di Messi nei secondi 45′ per la speranza e invece nella ripresa è solo Bayern e gia’ al 4′ per Robben, lasciato colpevolmente solo da Adriano, è un dettaglio rientrare sul sinistro e segnare con uno dei suoi tiri a giro, imprendibile per Valdes.
A quel punto al Barca servirebbero 6 gol in 40′, impresa impossibile contro questo Bayern, tanto che a quel punto Messi riveste la giacchetta e finirà di mangiare tutte le sue unghie in panchina assistendo all’undici di Heynckess che ‘oltraggia’ il tempio del tiki taka. Dopo un tiro di Pedro al 25′, sul capovolgimento il Bayern passa ancora al 27′ con un’autorete di Piquè che spedisce alle spalle di Valdes nel tentativo di anticipare Mandzukic. La terza rete arriva al 31′ con Müller che sale di testa su Adriano e con esagerata libertà trasforma in oro un’eccezionale discesa di Ribery.

Finisce così (0-3) e adesso tutti a Wembley per cancellare le lacrime dello scorso anno, quando la squadra di Heynckess si arrese al Chelsea nella propria tana. Il terzo tentativo (in quattro anni) potrebbe essere quello buono, quantomeno per delegittimare una meritocrazia che è sotto gli occhi di tutti. Ma il Borussia non starà di certo a guardare.

AGI

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