Economia & Lavoro

Cgil Sicilia, lavoro femminile, risorsa irrinunciabile per superare la crisi

Foto ZeroNoveUno Tv

Inaugurato quest’oggi il convegno indetto dalla Cgil Sicilia dal titolo “La forza delle donne per uscire dalla crisi”.

Un’analisi attenta del mercato del lavoro femminile che mira a migliorare la condizione lavorativa delle donne, troppo spesso discriminate da una società  a impronta maschilista, che sebbene si sia evoluta negli slogan, troppo spesso pecca nei fatti.

La condizione femminile nel mercato del lavoro è soffocata da penalizzanti differenze rispetto alla realtà lavorativa maschile. I differenziali di genere sono sempre più palesi se si procede al confronto tra Nord e Sud, pertanto la Cgil ha ritenuto opportuno  avanzare  una serie di proposte, sotto il profilo dell’occupazione, del welfare, e delle politiche di genere, suggerendo un solido contributo per il superamento della crisi.

Come si rileva dai dati forniti dal Servizio Statistica Regione Siciliana in collaborazione con Istat, il tasso di occupazione della popolazione femminile siciliana nel 2012 è pari al 28,6% e non registra alcuna variazione significativa rispetto al 2011. Tuttavia, il gap con il resto del paese è molto elevato distanziandosi di circa 18 punti percentuali dalla media nazionale ( 47,1%) e di oltre 28 punti percentuali dalle regioni settentrionali (57,0%).  I dati rilevano anche forti squilibri di genere con sproporzioni crescenti dal Nord al Sud. Sempre nel 2012, a livello nazionale, a fronte di un tasso occupazionale maschile pari al 66,5% si è registrata un’occupazione femminile inferiore di quasi 20 punti percentuali.

La  segretaria nazionale Cgil, Vera Lamonica ha sottolineato l’importanza dell’occupazione femminile in termini di crescita del prodotto interno lordo del nostro paese  e a tal proposito ha affermato: “Le donne nel Mezzogiorno e in Sicilia, sono il  simbolo della crisi. Sono precarie, disoccupate, sottopagate, vivono la realtà del lavoro nero. Bisogna ripartire da qui, e  il governo deve intervenire con delle politiche di rilancio del lavoro femminile. Una risorsa da cui ripartire, e lo conferma  anche  Banca Italia, che  ha calcolato che se crescesse il tasso di occupazione delle donne nel Mezzogiorno ci sarebbe un balzo del Pil.  Quando le donne lavorano, oltre che produrre reddito, facendo uscire le famiglie dalla povertà,  attivano una domanda di servizi di supporto alla famiglia , all’infanzia, agli anziani, creando nuovi posti di lavoro.  Ripartire dal lavoro delle donne è una condizione irrinunciabile”.

Francesca Del Grosso

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