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CGIL: sciopero generale per il 14 novembre

Susanna Camusso. Foto Internet

La mobilitazione dei sindacati europei di mercoledì 14 novembre in Italia si trasforma in quattro ore di sciopero generale decisi dalla sola Cgil. La segreteria di Corso Italia ieri sera ha deciso così, demandando ai territori la gestione delle manifestazioni e delle ore di sciopero.

Le trattative, i contatti portati avanti con Cisl e Uil per organizzare una grossa manifestazione unitaria, non hanno avuto esito positivo. Davanti al “no” a un impegno forte ribadito da Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, la Cgil ha deciso di andare in piazza da sola. Come detto, lo sciopero rientra nell’ambito della giornata di mobilitazione europea indetta dalla Ces, la confederazione dei sindacati europei.

Già dal palco della manifestazione di piazza San Giovanni del 20 ottobre Susanna Camusso aveva dato appuntamento al 14 novembre, sottolineando che la mobilitazione andava avanti. E nei giorni scorsi da Firenze il segretario generale della Cgil aveva ribadito la richiesta di un impegno comune forte a Bonanni e Angeletti.

La nota della segreteria riassume la situazione: «La segreteria nazionale della Cgil ha inutilmente ricercato con Cisl e Uil di tradurre la decisione della Ces di una mobilitazione europea il 14 novembre». La Cgil poi considera la mobilitazione coerente con la protesta contro la legge di stabilità: «Lo sciopero è “per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità”, è evidente che al centro di questa giornata di sciopero l’obiettivo di cambiare la legge di stabilità come il complesso delle politiche del governo rientrano pienamente nella piattaforma della Ces».

Nella piattaforma dei sindacati europei si dice «no all’austerità» imposta dal governo di Bruxelles. «I tagli a salari e protezione sociale sono attacchi al modello sociale europeo e aggravano disuguaglianze e ingiustizia sociale». Secondo la Ces «gli errori di valutazione del Fondo monetario internazionale (Fmi) hanno avuto un impatto incalcolabile sulla vita quotidiana dei lavoratori e cittadini europei».

«Il Fondo monetario si deve scusare. La troika deve rivedere le sue richieste. L’Europa ha un debito sociale, non esclusivamente monetario. È stata promessa una ripresa che non è mai avvenuta: 25 milioni di europei non hanno lavoro. In alcuni Paesi il tasso di disoccupazione giovanile oltrepassa il 50%. Il senso di ingiustizia è diffuso e lo scontento sociale sta crescendo».

Dal punto di vista interno alla Cgil, lo sciopero anticipa di soli due giorni quello di 8 ore deciso dai metalmeccanici della Fiom. La mossa della segreteria è anche un tentativo di accontentare le tante federazioni che appoggiavano la richiesta di Landini di uno sciopero generale e, allo stesso tempo, di spiazzare e depotenziare la mobilitazione dei soli metalmeccanici. Le reazioni delle altre confederazioni sono negative.

Comunicato Stampa

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